Il Tirreno

Versilia

Goleador De Oro «Aspettiamo a parlare del Lodi»

di Gabriele Buffoni
Goleador De Oro «Aspettiamo a parlare del Lodi»

In una settimana il Forte dei Marmi sarà a Reus in Eurolega per poi rientrare in Italia e strappare il primato ai lombardi

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FORTE DEI MARMI. Il Breganze sabato sera è stato affondato dai suoi ex: da un lato le parate di Ricky Gnata, dall’altro un Gaston De Oro in ottima forma. Autore della decisiva rete del 2-1 che ha ribaltato l’immediato svantaggio, l’ex oriundo rossonero suona la carica ai compagni: in poco più di una settimana il Forte dovrà assaltare la roccaforte di Reus in Eurolega per poi rientrare in Italia e cercare di strappare il primato al Lodi.

De Oro, avete avuto inizialmente il timore di una “nuova Trissino”?

«No, stavolta abbiamo subito capito che sarebbe andata diversamente: con la partita di Trissino quella di sabato aveva in comune soltanto i pochi secondi in cui abbiamo subito il primo gol. In quella trasferta abbiamo pagato troppo la tensione. Stavolta i tre punti sono meritati».

Tre punti che vi tengono a braccetto con il Lodi: il 7 febbraio al PalaForte vi giocherete il primato.

«Vincere contro il Breganze secondo me era importante a prescindere dalla classifica: tranne contro lo Sporting, in questo 2017 non abbiamo fatto ancora prestazioni eccellenti come nel girone di andata. Volevamo tornare a mettere in pista la nostra grinta, e il fatto di esserci riusciti deve ora darci nuova spinta a fare sempre meglio. Ma un passo alla volta: prima dello scontro con il Lodi abbiamo una trasferta importante in Eurolega contro il Reus che vogliamo vincere per provare a strappare il primo posto nel girone europeo: siamo riusciti a conquistare la qualificazione ai quarti con due turni di anticipo, è il momento di sfruttare questa condizione di tranquillità per mirare ancora più in alto. Servirà un grande Forte, anzi il Forte migliore, ma si può fare».

Quanto è stata dura affrontare i suoi ex compagni e segnare un gol così pesante come quello del 2-1?

«Sicuramente non ero tranquillo come al solito, e un po’ si è visto in avvio di gara. Il gol mi ha aiutato a sbloccarmi e sono molto felice di averlo segnato: sono un professionista e anche se ho lasciato un pezzo di cuore a Breganze ora do tutto per il Forte. A fine partita sono andato comunque a salutare i tifosi veneti ma purtroppo non sono stato preso a belle parole: un po’ questo mi ha ferito».

Da ex pilastro breganzese, che idea si è fatto della vicenda che in settimana ha coinvolto la società, che ora rischia seriamente la retrocessione al terzultimo posto?

«Mi dispiace tanto, sia per il Breganze in cui ho tanti amici sia per il movimento dell’hockey italiano, che perderebbe una delle società di spicco del campionato. Personalmente spero che la situazione si risolva, anche se ovviamente il regolamento va rispettato».

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