Gioco
«Approccio sbagliato» Giuli bacchetta le zebre
Mengali manca di un soffio il pareggio sul finale di partita contro la Lavagnese «Ora dobbiamo giocare al massimo e cominciare a ragionare da squadra»
VIAREGGIO. L’allenatore del Viareggio, Simone Giuli non è rimasto soddisfatto dell’approccio che ha avuto la squadra nella partita con la Lavagnese, seconda in classifica, che ha vinto 1 a 0, ma che nel finale poteva subire il possibile pareggio su conclusione di Mengali, che insieme ai compagni è stato salutati dai supporters bianconeri che al seguito della squadra. Supporters che con uno striscione hanno ricordato Giuliano Pezzini, il tifoso scomparso in settimana.
Il diesse, Bruno Russo, ha evidenziato che non ha visto in campo i 19 punti di differenza fra le due squadre, confermando che Falorni in settimana dovrebbe essere tesserato e che è alla ricerca di un difensore sinistro. Russo ha ribadito che l’obiettivo è quello di evitare i due ultimi posti per non retrocedere direttamente in Eccellenza. La vigilia della partita con la seconda in classifica è stata condizionata dal fatto che alcuni giocatori hanno avuto l’influenza. «Questo è un dato oggettivo, ma non è una scusante per il mio giudizio sulla prestazione della squadra - dice Giuli - se fossi abituato ad accampare scuse, allora potrei approfittare di questo. Invece vorrei soffermarmi sull’approccio sbagliato alla gara e questo mi dispiace, perchè avevo parlato chiaramente ai giocatori sottolineando il fatto che se vogliamo evitare la retrocessione dobbiamo scendere in campo come abbiamo fatto a Gavorrano».
Se Mengali fosse andato a segno potevate portare a casa un punto importante per classifica morale.
«A quel punto della gara la Lavagnese avrebbe avuto poco tempo per poter rimediare e il pareggio sarebbe stato cosa fatta, peccato».
Ora con il Finale domenica a Camaiore, dove giocherete per l’indisponibilità dello stadio dei Pini, occorre fare bottino pieno, per non complicare davvero la situazione.
«È ovvio che bisogna vincere delle partite se vogliamo centrare l’obiettivo che ci siamo prefessi, ma per riuscirci dobbiamo ragionare da squadra e mettere da parte il singolo, per privilegiare il gruppo. Se qualcuno ragiona in modo diverso, sarà davvero dura. Da ora fino a quando terminerà il campionato ogni partita va giocata al massimo e tutti devono comprendere che le scelte che faccio sono basate su mie convinzioni - magari sbagliate, voglio premettere - però fatte senza voler privilegiare nessuno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
