Il Tirreno

Versilia

In sei da Viareggio alle Bahamas a caccia del titolo mondiale

VIAREGGIO. I sei personaggi, viareggini, non sono in cerca d’autore ma di un Mondiale (di beach soccer). Niente a che vedere col contesto drammatico dell’opera teatrale di Pirandello. Lacrime da...

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VIAREGGIO. I sei personaggi, viareggini, non sono in cerca d’autore ma di un Mondiale (di beach soccer). Niente a che vedere col contesto drammatico dell’opera teatrale di Pirandello. Lacrime da contemplare solo se di gioia, sulla spiaggia di Nassau, alle Bahamas, dove dal 27 aprile al 7 maggio l’Italia proverà a superare tutti, compresa se stessa, perché - albo d’oro alla mano - la vetta del globo l’ha sempre desiderata, però mai raggiunta (c’era andata vicinissimo nel 2008, perdendo in finale col Brasile).

Andrea Carpita, Michele Di Palma, Gabriele Gori, Simone Marinai, Matteo Marrucci, Dario Ramacciotti saliranno sull’aereo che condurrà gli azzurri alle Bahamas, a meno che il commissario tecnico Massimo Agostini non compia modifiche last-minute all’affiatato e collaudato gruppo che nel settembre scorso a Jesolo ha ottenuto la qualificazione alla competizione più prestigiosa che esista.

Un arco temporale di otto mesi, nel quale gli unici match disputati risalgono ad ottobre: Supercoppa delle Nazioni, torneo nel quale l’Italia si è piazzata terza. Ma in quell’occasione era priva di Del Mestre e, soprattutto, di Gori, fresco di Pallone Azzurro, riconoscimento (meritato) che nella sua personalissima bacheca mancava, pur avendo spinto il pallone 399 volte (in ogni modo) alle spalle del portiere avversario negli ultimi sette anni.

Il letargo invernale della Nazionale sta per terminare. Il programma di avvicinamento al Mondiale è in via di definizione, così come le sedici partecipanti. Otto, per ora, le qualificate (compresa l’Italia): Portogallo, Svizzera, Polonia, Senegal, Nigeria, Bahamas e Tahiti, che nell’edizione 2015 eliminò gli azzurri ai rigori, sconfitta che brucia ancora oggi nella testa di chi quella partita l'ha disputata e che, se potesse, darebbe tutto pur di riscriverne l'epilogo.

Chiamerà dodici giocatori, Agostini. Tra questi - è altamente probabile - i sei viareggini. La metà esatta. Un dato che attesta la bontà e la qualità del lavoro svolto dalla società bianconera dal 2010 ad oggi (anche se Marrucci e Di Palma nel frattempo hanno preso un’altra direzione, quella di Pisa). «Non temiamo nessuno, ce la giochiamo con tutti» rimarcano con convinzione assoluta, rassicurati dall’esperienza acquisita cimentandosi in un numero considerevole di gare che contano, quelle in cui in palio c’è qualcosa che conta davvero e non semplici amichevoli. Con la Nazionale, ma anche col club. La mente torna istantaneamente all'anno scorso, al “triplete” realizzato dal Viareggio, a quelle partite di Euro Winners Cup (la Champions League del beach soccer) in teoria così complicate da sembrare finali, pur non essendolo formalmente. Il teorema, scontato, recita: «Vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più». Pensieri e progetti per il momento da congelare e da riprendere una volta terminato il Mondiale. Sicuramente in lacrime. Possibilmente di gioia.

Gabriele Noli

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di Redazione web