Gioco
Al Tc Italia basta non sbagliare due match ball
Oggi contro Crema la sfida che può aprire la porta della finale Il team versiliese si presenterà con la formazione al completo
FORTE DEI MARMI. Potersi sedere a tavola con l’appagante conquista della quarta finale in sei anni è un’immagine che di azzardato ha poco o niente. Anzi, il vero atto di coraggio è non elaborarla mentalmente, irrigidimento conseguenza di quella legge non scritta per cui prima di poter cantare vittoria bisogna averla in mano, la vittoria. Ma nel caso del Tennis Italia il vero dilemma non riguarda il concretizzarsi o meno dello scenario descritto sopra, quanto piuttosto quando. I numeri producono le sensazioni, le confortano nei contesti piacevoli. La parte più massiccia del lavoro i fortemarmini l’hanno svolta domenica a Crema. Per garantirsi la finale di A1 a Montecatini occorreva vincere sette partite. In Lombardia il team di Sergio Marrai ne ha fatte sue cinque. L’aritmetica non contempla inganni. Ne mancano appena due per chiudere questo cerchio, in attesa poi di fare altrettanto con quello il cui raggio è maggiore, ma qui si entra nella sfera tricolore.
Non è impossibile pazientare ancora qualche giorno, o magari qualche ora. Bisogna risolvere il dilemma relativo al periodo della giornata in cui mangiare senza però che il passaggio all’ultimo atto del campionato provochi quel senso di sazietà che in certi casi, questo compreso, controproducente. Quando giungerà il momento del pranzo, nei due campi al coperto del circolo di via dell’Acqua potrebbe non esserci più nessuno. A quel punto il Tennis Italia avrebbe già archiviato la pratica ai primi tentativi disponibili.
Si comincia alle 10, in un campo ci sarà Matteo Marrai, sull'altro Walter Trusendi. Due partite in contemporanea. Se in una delle due qualcosa dovesse andare storto, a certificare la qualificazione dei fortemarmini toccherebbe a uno tra Paolo Lorenzi e Filippo Volandri. Ci sarebbero pure due doppi, in linea teorica, eventuale prolungamento di un confronto che nessuno dalle parti di Vittoria Apuana intende contemplare perché implicherebbe il prepotente ritorno di un Tc Crema che quelle poche chance rimaste vuole giocarsele tutte. Legittimamente. Il punteggio dell’andata (5-1) ha tracciato un solco evidente più nella forma che nella sostanza.
Nella fase a gironi la squadra del capitano Andrea Parenti ha dominato in lungo e largo (ko in appena 4 incontri sui 36 disputati). Un dominio netto nelle prestazioni, sentenziato dai risultati. Ma domenica a Crema, per alcuni frangenti il Tennis Italia si è smarrito nella selva oscura, prima di ritrovare la diritta via. Il riferimento va ai tre singolari (escluso quello di Trusendi, agevole successo su Coppini) terminati al terzo set: due di questi vinti (Marrai e Lorenzi) ed uno perso (Volandri). Superata la salita più impervia, la strada si è fatta d'improvviso in discesa, coi due doppi portati a casa con molte meno apprensioni. Parenti, cresciuto a pane e racchetta, aveva fiutato il pericolo alla vigilia. Affrontare un avversario sconosciuto, senza diretti parametri visivi, poteva generare imprevisti e avversità, oltre al rischio che la tensione (nell'accezione positiva del termine) si fosse allentata avendo raggiunto le semifinali play-off con un turno d'anticipo. Trattandosi però di una squadra che da sei anni gravita ai vertici del tennis nazionale, le probabilità che ciò si verificasse erano piuttosto basse.
Il Tennis Italia si presenterà con la formazione al completo, la migliore possibile. Sempre laddove ce ne fosse necessità. Ovvio che sia così. Troppo alta la posta in gioco per rivoluzionare un assetto reso ancor più stabile dall'inserimento di un Lorenzi la cui mentalità abbraccia perfettamente quella del Tennis Italia: dopo una vittoria, c'è la prossima nel mirino. Potrebbe non scendere in campo oggi. Il pubblico non si godrebbe lo spettacolo che un numero 40 al mondo può offrire. Sarebbe il prezzo da pagare (volentieri) per disporre della più rilevante delle certezze: una finale non più proposito, ma solida realtà.
Gabriele Noli
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