Il Tirreno

Versilia

Io, arbitro, offeso in campo da ragazzini di 11 anni

di CARLO DEMEDICI (*)

Lo sfogo di un direttore di gara dopo una partita giovanile: «E i bimbi erano incitati dai genitori»

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E' da ben quarantadue anni che respiro l'aria del calcio di cui venti da calciatore indossando maglie - per uno che doveva dividere la passione con il lavoro - direi importanti (ho chiuso infatti la mia carriera a Castelnuovo Garfagnana, in Interregionale, all'età di trentaquattro anni) di lì in poi allenatore dirigente e arbitro sempre con passione. Infatti noi ragazzi degli anni Sessanta concepivamo il calcio come allegria, non ci saremmo mai sognati e nemmeno i nostri allenatori, di avere comportamenti come ultimamente succedono nei campi giovanili.

Infatti lunedì 21 novembre ero in veste di arbitro al Benelli di Lido di Camaiore ad arbitrare, se così si può dire, una gara di bambini di 11 anni e la compagine del Capezzano ha fatto tutto quello che non si dovrebbe fare in un campo da gioco, ossia offeso il direttore di gara a tre minuti dalla fine, un brutto fallo di reazione e, quando io l'ho fatto notare la cosa al dirigente del Capezzano, non mi ha degnato neppure di uno sguardo. Ma la cosa veramente più triste è che i genitori incitavano i bimbi a tutto ciò. Infine mi sento di dire - anche se non sono vecchio - "ai miei tempi non succedevano queste cose". Chiudo con il dire viva lo sport e chi è degno di farlo.

(* arbitro di calcio)

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