Il lutto
Maurizio Mian tifoso speciale del patron Marrai
Strette di mano. Che sanciscono l’inizio di un accordo e la prosecuzione di un rapporto. Sergio Marrai e Maurizio Mian si conoscono da tanto tempo. Preferiscono non quantificarlo con certezza,...
Strette di mano. Che sanciscono l’inizio di un accordo e la prosecuzione di un rapporto. Sergio Marrai e Maurizio Mian si conoscono da tanto tempo. Preferiscono non quantificarlo con certezza, significherebbe implicitamente ammettere che gli anni passano. Riescono comunque ad approcciarsi col sorriso al tempo che scorre inesorabile. Hanno vissuto pagine felici, ognuno nel proprio emisfero professionale e privato. Ed ora si ritrovano assieme a godersi quanto di bello il Tennis Italia esprime ogni domenica sul rettangolo di gioco. Per Marrai non è solo una squadra, non è solo un circolo, bensì qualcosa di più, che va oltre. Perché le emozioni vanno provate, non descritte. Un’amicizia pluridecennale con Mian, che dal 2002 al 2005 è stato presidente del Pisa (affiancato dal fedele pastore tedesco Gunther). La storia, undici anni dopo, potrebbe ripetersi. Chissà. C’è infatti anche lui tra i soggetti interessati all’acquisizione del club nerazzurro, in una telenovela che un inizio l’ha avuto. Ma una fine forse no. Seduto in uno dei tavoli del circolo di via dell’Acqua, Mian sorride. «Io sono amico dei giornalisti, però sul Pisa non posso dire nulla, almeno sino alla prossima settimana. Parliamo di tennis e di questo grande gruppo che sta facendo cose egregie, che è affamato e ambizioso. Può vincere lo scudetto, mi auguro che avvenga». Auspici e speranze. Di chi oggi sarà presente ai bordi del campo, come i tanti tifosi che accorreranno da ogni parte della Toscana per non perdersi la “prima” di Lorenzi (nella foto). «Qui si respira un clima fantastico - aggiunge un compiaciuto Mian - ognuno qui fa la sua parte per il raggiungimento di un obiettivo comune. Questo fa davvero bene allo sport».
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