Gioco
Tc Italia, con Bassano il vero pericolo è la distrazione
Volandri e soci domani affrontano in casa i veneti Fortemarmini superfavoriti, ma occhio agli scivoloni
di Gabriele Noli
FORTE DEI MARMI
Il pensiero è talmente fisso sull'obiettivo che accorgersi della prossimità del giro di boa non è così scontato. L'unica priorità del Tennis Italia è raggiungere la semifinale playoff, possibilmente in tempi rapidi, con doveroso supporto dell'aritmetica senza il quale la prima fase del piano scudetto non può definirsi completata. Pavia e Genova sono passato e futuro. Il presente invece si chiama unicamente Bassano, il terzo avversario del girone da sconfiggere per portarsi un po' più avanti, verso quella direzione già ampiamente specificata. Domani (a partire dalle 10) al circolo di via dell'Acqua si augurano di rivivere una giornata senza apprensioni proprio come due domeniche fa, quando il malcapitato Pavia non era riuscito a conquistare neppure un set.
La classifica del raggruppamento 3 della A1 certifica che i veneti hanno gli stessi punti (1) dei lombardi, 5 in meno dei campioni d'Italia in carica, teoricamente favoriti per questo e molti altri motivi, anche senza (per la terza volta) Paolo Lorenzi, reduce dalla sconfitta contro Nishikori al torneo di Basilea in Svizzera, il cui debutto con il team di Sergio Marrai è previsto, salvo stravolgimenti, contro il Tennis Club Genova 1893, sempre in casa, nella domenica in cui l'accesso alla semifinale dovrebbe trovare la sua concreta realizzazione. Perché ciò avvenga è però necessario evitare sbandate domani e pure la settimana prossima a Pavia.
Cambieranno alcune cose domani per far sì che il risultato, almeno quello, sia ancora il medesimo di sei giorni fa a Genova. Niente ricorso allo straniero: doveva essere così pure nei piani della precedente vigilia, ma la disponibilità last-minute dello spagnolo Inigo Cervantes ha portato il capitano non giocatore Andrea Parenti a rivedere lo schieramento di partenza. Largo allora al "made in Italy", con Filippo Volandri che ha smaltito i fastidi accusati nell'ultimo match contro Middlekoop (vinto comunque in due set), Matteo Marrai - che vuole gettare nel dimenticatoio i due personali rovesci, in singolare ed in doppio sotto la Lanterna -, Walter Trusendi e Matteo Viola, reduci dal torneo di Santa Margherita di Pula, in Sardegna, che se da una parte ha provocato un dispendio di energie, seppur ampiamente gestibile, dall'altra permette loro di giungere rodati all'appuntamento di domani, senza alcun bisogno di lunghi processi per acquisire il ritmo partita. No a Lorenzi, no a Cervantes e no pure al tedesco Jan-Lennard Struff, quest'ultimo più a suo agio su una superficie veloce rispetto alla terra battuta.
Ma il quartetto che nel 2015 ha portato il Tennis Italia a conquistare il secondo tricolore della sua storia fornisce garanzie ampiamente sufficienti in un confronto, quello col Bassano (non più competitivo come sino ad alcune stagioni fa, nel 2013 era riuscito anche a vincere lo scudetto con in squadra anche proprio Lorenzi), per il quale un'abbondante dose di attenzione è vivamente consigliata, evitando però di entrare nella sfera delle preoccupazioni soprattutto se eccessive.
Scene, quelle menzionate sopra, che rievocano ricordi dolcissimi e che il circolo versiliese replicherebbe molto volentieri. L'ufficialità ancora latita, ma le probabilità che la finale della A1 si disputi nuovamente a Montecatini sono piuttosto alte, ulteriore incentivo a tenere premuto il piede sull'acceleratore e la testa rivolta all'obiettivo che porterebbe conseguentemente lì, a trequarti d'ora di macchina. Sarebbe il nono (ed ultimo) incrocio del campionato. Prima ce ne sono altri quattro (sicuri), più i due della semifinale (se niente nella fase a gironi dovesse assumere una brutta piega). Montecatini per Sergio Marrai è una divagazione, magari piacevole, ma in quanto tale poco attinente a ciò che deve passare adesso per la mente. Un avversario, Bassano. Un risultato, la vittoria.
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