Il Tirreno

Versilia

Forte, ancora la maledizione dell’ex

di Gabriele Buffoni
Forte, ancora la maledizione dell’ex

Alessandro Verona rovina la festa ai suoi vecchi compagni e regala il primo trofeo stagionale all’Amatori Lodi

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di Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI

Quanto è amaro il sapore dell'ex: nel 2015 fu Alvaro Gimenez, stavolta invece Forte dei Marmi saluta la Supercoppa nel segno di Alessandro Verona. È il Lodi infatti ad aggiudicarsi, al termine di una partita sensazionale - con ritmi e intensità da finale scudetto per entrambe le compagini - il primo trofeo di questa stagione nel giubilo dei 120 tifosi giunti da Lodi. E nell'amarezza, forse addirittura acuita dalla gran prestazione messa in pista dal Forte, degli ultras rossoblù.

Fin da subito il match si fa avulso, in grado di coinvolgere ed esaltare gli spalti del palasport, pieni in ogni settore (anche nella curva ospite dove i tifosi lodigiani sono giunti in massa): impossibile tenere il conto delle occasioni create, sia da una parte che dall'altra. La prima veramente eclatante la sprecano senz'altro i padroni di casa, con Pagnini che conquista sfera beffando la ripartenza ospite ma poi, clamorosamente, anziché tirare cerca il fraseggio davanti a Català con Romero.

«Gol sbagliato, gol subito» riporta il detto, e così è: appena una manciata di secondi più tardi gli equilibri si spezzano, ancora una volta nel segno dell'ex Alessandro Verona che fredda dal limite Gnata.

Costretto a rincorrere, il Forte subito alza la testa e appena due minuti più tardi il neo-acquisto "Tonchi" De Oro compie una vera magia in dribbling scartando da solo la retroguardia lombarda e insaccando con cinismo alle spalle di Català. Un capolavoro che fa infiammare gli spalti del palaForte, ma che è subito seguito da un brivido: lo stesso De Oro infatti, dopo un contrasto con Illuzzi, si ritrova a terra toccandosi dolorante la coscia ed è costretto ad uscire insieme al massaggiatore (fortunatamente niente di grave per lui) lasciando spazio ad un affamato Alberto Orlandi che in pochi minuti impegna più volte l'estremo difensore lombardo - sempre attentissimo e decisivo, come lo era stato nel match di andata - con le sue staffilate dalla lunga distanza.

Ma è l'altro ex capitano viareggino che Forte dei Marmi stava aspettando: a 14'37'' infatti, sfruttando al meglio un calo di intensità degli ospiti, Cinquini serve una palla insidiosa davanti alla porta avversaria per Davide Motaran che addomesticandola al volo, supera la spalla sinistra di Català e sigla il 2-1 con cui si va al riposo.

Forti del vantaggio - ma con un occhio costante al tabellone dove i falli di squadra sono ben nove a carico dei versiliesi - i rossoblù provano subito a chiudere la partita. Di fonte però si ritrovano un Lodi rinvigorito dopo gli ultimi minuti della prima frazione trascorsi a corrente alternata: in poco più di 3 minuti infatti capitan Illuzzi riesce a riportare in parità i giallorossi con un gol di rapina che gli concede la rete pochi secondi dopo che una parata magistrale di Gnata gliel'aveva negata. Si trema dunque sugli spalti versiliesi, perché il decimo fallo è in agguato: e se Gnata para il tiro di Ambrosio, sulla ribattuta l'attaccante lodigiano non sbaglia e porta i lombardi in vantaggio.

Niente paura però, la Supercoppa non ha certo finito di regalare emozioni. Il match diventa presto una bolgia, un assalto all'arma bianca da ambo le parti: al gol di Torner per il 3-3 risponde nuovamente l'ex di turno Verona (il migliore degli ospiti), poi è lo stesso capitano fortemarmino ad avere la chance di tornare a pareggiare i conti ma su punizione di prima non riesce a insaccare.

I rossoblù le provano tutte negli ultimi minuti, ma è tutto vano: a 20'18'' Cocco serve Ambrosio che insacca un gol da antologia e nonostante il rigore di Motaran a 17'' dalla fine (e un fallo quantomeno dubbio non fischiato dagli arbitri che avrebbe forse concesso una possibilità in extremis al Forte) i giochi si chiudono qui.

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