Sicurezza
De Rinaldis fa le carte alla sfida fra Lodi e Forte
L’ex giocatore lodigiano (ora a Sarzana) vede favoriti i versiliesi di Bresciani «Ma il ritorno in pista di Platero potrebbe dare maggior sicurezza ai lombardi»
FORTE DEI MARMI. Non potrà esserci domani sera per assistere alla finalissima di Supercoppa Italiana tra Forte dei Marmi e Amatori Lodi - pur essendo a poco più di 10 chilometri di distanza, impegnato con il Sarzana in un'amichevole con il Cgc Viareggio - ma sugli spalti del palaCastellotti sabato scorso, durante la partita di andata, non è potuto mancare: da grande ex del Lodi (in cui ha passato tre stagioni intense) Francesco De Rinaldis - figlio di Paolo, allenatore che lo scorso febbraio ha conquistato proprio con i giallorossi la Coppa Italia trascinandoli poi fino alla gara 5 di scudetto - è stato accolto dall'affettuoso applauso di tutti i tifosi presenti, lodigiani e non solo.
De Rinaldis, dopo il suo addio a Lodi il ritorno a Sarzana: com'è rivestire la maglia con cui ha iniziato?
«È un onore per me rivestire questi colori. Sicuramente le ambizioni sono differenti rispetto al Lodi, però è una bellissima sensazione: sfumata l'opportunità di rimanere in Lombardia, tornare è stato uno dei miei primi pensieri. Anche per mettere al servizio della squadra l'esperienza e la maturità che ho acquisito quando me ne sono andato».
Sabato scorso era presente al palaCastellotti: si aspettava un risultato del genere?
«Pensavo francamente di vedere qualcosa di più sotto il profilo del gioco, magari un po' più di offensività da parte del Lodi. Anche se, senza Platero, immagino abbiano avuto il legittimo timore di scoprirsi troppo e sbilanciarsi. Al di là di questo però, entrambe le formazioni mi hanno sorpreso: ho visto due squadre molto agguerrite ma soprattutto attente difensivamente, che non hanno lasciato molti spazi agli avversari e hanno sempre chiuso ottimamente le linee».
Il Lodi ha mantenuto lo zoccolo duro della passata stagione, aggiungendo due elementi come Giacomo Maremmani e Giulio Cocco: quanto potranno incidere secondo lei questi nuovi acquisti in un Lodi già rodato?
«Sicuramente sotto il profilo offensivo hanno inserito qualcosa in più in rosa: e puntare su giovani come loro, pur rischiando di peccare un po’ più di inesperienza, non può far altro che bene per dare freschezza al gioco. È una linea che il Lodi ha preso già da qualche tempo e che ripaga: basti vedere Giulio Cocco. Sabato scorso mi ha stupito, ha dimostrato di avere grande qualità ma anche una forte personalità per la sua giovane età, scendendo in pista senza la minima paura».
Dall'altra parte c'è un Forte invece che ha attuato una “rivoluzione”.
«Una rivoluzione positiva, a mio avviso. Rimpiazzare Cancela è dura e Pedro Gil è un giocatore insostituibile. Partendo da questo presupposto, i nuovi acquisti mi hanno molto colpito sia quando li ho affrontati nel pre campionato sia nel match di andata di Supercoppa: Romero in particolare ha già dato prova con la sua prestazione di essere uno capace di fare la differenza, sia nelle retrovie che in avanti. In generale pensavo di vedere un Forte più in difficoltà, invece è già a buon punto».
Chi pensi potrà essere la chiave del match domani sera?
«Dalla parte lodigiana, credo che il rientro di Franco Platero potrebbe essere decisivo: se riuscirà subito a dare la sicurezza difensiva che forse è mancata all'andata, permetterà ai compagni di sbilanciarsi e trovare magari più spunti offensivi. Per il Forte direi proprio Romero: se si riconfermerà quello che ho visto a Lodi sabato scorso, potrà fare veramente male. E ovviamente, molto dipenderà dai due portieri, essenziali all'andata».
Gabriele Buffoni
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