Il Tirreno

Versilia

La squadra della Darsena che sfornava talenti

di Massimo Guidi
La squadra della Darsena che sfornava talenti

Nacque nel 1949 la V2 che ha scritto alcune pagine indelebili del calcio versiliese Qui crebbero giocatori come Arrighini, Rossi, i fratelli Benedetti e Cecchi

5 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La storia di una delle squadre che hanno scritto pagine indelebili nel romanzo del calcio versiliese nasce nel quartiere simbolo di Viareggio: la Darsena. L’anno è il 1949 e sull’angolo formato dalle via Paolo Savi e la via Trento sono ubicate la macelleria della famiglia Santucci e il negozio di generi alimentari della famiglia Dell’Innocenti. Su quell’angolo di solito si ritrovavano molti ragazzi che grazie alla passione dei fratelli Giancarlo e Virgilio Moroni diventano una squadra: la V2 Darsene.

Sul nome della squadra si è sempre un po' romanzato. Chi sostiene che derivasse dal razzo V2 utilizzato dai tedeschi nell'ultima parte della seconda guerra mondiale, altri invece, per evitare coinvolgimenti politici, sostengono che la sigla V2 voglia più semplicemente dire Viareggio 2.

Verità o leggenda la squadra dei fratelli Moroni nella quale militano prevalentemente ragazzi cresciuti tra le Darsene diventa una delle realtà più importanti del panorama calcistico versiliese e negli anni vincerà campionati e tornei e sfornerà diversi elementi di buon talento come Giancarlo Arrighini, Sauro Del Chiaro, Adolfo Cellai, Giovanni Naldi, Stefano Paci , Alessandro Rossi, Gigi Cecchi, Alessandro Lazzarini, Gabriele Lazzeretti, Stefano Rosata, Massimiliano Ricci.

Il primo, in ordine di tempo, è Arrighini, il popolare Fil di Ferro, portiere che nella V2 si metterà in luce (vincendo per due anni il premio di miglior portiere) prima di passare al Viareggio. Arrighini racconta gli episodi legati a quegli anni mentre sfoglia un volume di fotografie e ritagli di giornale che custodisce nel suo negozio in via Veneto. «Arrivai alla V2, proveniente dal S.Andrea, nel 1957 e ci rimasi per due anni. Se non ricordo male ero l'unico ragazzo che non abitava in Darsena. Allenatore era Nanni Morescalchi. In quella squadra c’erano i fratelli Benedetti e Paolo Sandrelli, il cugino di Stefania l'attrice. Feci due buoni campionati vincendo due volte il premio come miglior portiere della lega giovanile. Un riconoscimento che ogni anno a fine stagione veniva consegnato dal giornalista Aldo Valleroni». In quei campionati a difesa della porta dei darsenotti si fece la fama di para rigori. «Parai qualche rigore. Due nella stessa partita a Magagna della Stella Rossa». Poi il passaggio al Viareggio. «Mi chiamò Giancarlo Moroni che mi disse secco: ti ho venduto al Viareggio. Ci devi andare».

E tra i primi giocatori della V2 c'è anche Gianluca Benedetti, futuro tecnico di Camaiore, Querceta e Viareggio il quale riavvolge il nastro dei ricordi. «Eravamo una buona squadra capitata in un periodo dove dettavano legge Iskra e Stella Rossa. Oltre ad Arrighini in porta c'erano mio fratello Massimo, Alberto Lagalla, Costante Barosco, Mannocchi, Giorgio Ratti, il più grande dei fratelli Ratti, Giacomo Fanesi, Bruno Voltattorni, Antonio Risoli, attaccante dalle movenze di un brasiliano ed Oreste Bergamini (futuro titolare del cantiere Cuv ndr) il quale oltre ad essere un ottimo centromediano aveva la particolarità di giocare con un fazzoletto bianco sulla fronte che lo facevano sembrare un kamikaze giapponese. Giocavamo secondo i dettami del metodo».

Benedetti così come Arrighini ricorda con piacere Giancarlo Moroni, figura storica del calcio locale. «Era un uomo di poche parole ma aveva grandi capacità organizzative che lo hanno portato ad emergere non solo nel mondo del calcio». E sul fatto che Giancarlo Moroni, così come Ruggero Romani, altro dirigente storico della società siano stati maestri di vita per tanti giovani lo conferma anche Sauro Del Chiaro che dalla V2 passò all’Inter all'inizio del 1964. «Erano persone che prima ti insegnavano il rispetto per gli altri. Così come Giovanni Tavoletti (portiere del Viareggio poi della Lucchese e del Genoa in serie A, ndr) che ho avuto come allenatore quando arrivai alla V2. Tutte persone che mi hanno trattato come un figlio e mi hanno aiutato a crescere. Di quelle stagioni ricordo alcuni compagni come Cellai che andò alla Fiorentina (poi vestirà le maglie di Viareggio e Forte dei Marmi) e Naldi che passò allo Spezia. Oltre ai provini che feci prima al Milan e poi all’Inter. Giocavamo con la maglia della Samp che per me è la più bella del mondo e facevamo gli allenamenti in pineta, una palestra che è stata importante per tanti calciatori viareggini. Vincemmo un campionato allievi superando il Forte dei Marmi ed una Coppa Primavera battendo il Cgc».

La storia della V2 prosegue negli anni. La squadra di Moroni e Romani continua a sfornare buoni elementi come il portiere Alessandro Rossi, talento mai espresso compiutamente che a 18 anni andò diverse volte in panchina con la Sampdoria o Stefano Paci per anni tra i migliori mediani della serie D. E spesso la storia delle squadre di calcio giovanili è legata a generazioni di famiglie. E quella della V2 è legata alla famiglia Cecchi. Il papà Alessandro è stato per molte stagioni allenatore, vincendo parecchi trofei e lanciando, tra gli altri, un difensore come Ricci, il quale arriverà a giocare in C/2 con Lanciano, Sarzanese e Poggibonsi. Cecchi sarà tra i primi tecnici versiliesi, siamo all'inizio degli anni ottanta, ad insegnare ai suoi ragazzi i dettami della zona. I figli Franco e Gigi hanno vestito per molti anni la maglia blucerchiata prima di quella del Viareggio. A ricordare quel periodo è proprio Gigi, attaccante tutto grinta che oggi andrebbe a nozze anche tra i prof e che ha vinto un campionato di serie D con il Viareggio. «Eravamo una squadra con ragazzi di valore: il portierone Lazzarini (tra i prof con Pisa, Modena e Como ed attuale vice allenatore di Brocchi al Brescia ndr), poi Lazzeretti che andrà alla Pistoiese e Stefano Rosata (attaccante che ha vestito le maglie di Camaiore e Pietrasanta). Allenatori ho avuto Orfeo Freschi e Romani. Ricordo la stagione in cui in pratica migrammo a Camaiore per disputare i giovanissimi regionali. Feci anche un provino per il Milan. Poi andai al Pisa con Lazzarini. Cosa dire della società: una grande società guidata da un numero uno in tutti i sensi come Giancarlo Moroni, una cosa che credo ti avranno detto in molti e non solo chi ha giocato nella V2».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa