Il Tirreno

Versilia

Il Viareggio del beach vola Adesso la finale-derby

di Gabriele Noli
Il Viareggio del beach vola Adesso la finale-derby

Goleador Gori porta la squadra alla partita scudetto di stasera contro la Lazio Animi accesi durante il match, sfiorata la rissa nella zona degli spogliatoi

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VIAREGGIO. Una finale in famiglia, l’ennesimo faccia a faccia tra Stefano Santini e Federico Fruzzetti, due grandi amici, autentici strateghi del beach soccer.

Viareggio e Lazio si contenderanno lo scudetto questo pomeriggio alle 18 a Riccione (diretta streaming sulla pagina Facebook della Lega Nazionale Dilettanti), confronto catalogabile come derby senza rischio di incappare in errori, perché la formazione biancoceleste per tutta l'estate si è allenata al “Beach Stadium” e ne fanno parte diversi viareggini, tutti prodotto del memorial “Matteo Valenti”. I bianconeri hanno superato 3-2 il Pisa nella prima semifinale.

Che il compito fosse ostico era noto a tutti, la rivalità tra le due squadre anche. Ecco perché è il match è stato più agonistico che spettacolare, più intenso che bello ed ecco pure perché al termine gli animi si siano surriscaldati, con un parapiglia generale nella zona degli spogliatoi che si è fermato alle parole e fortunatamente non è degenerato in qualcosa di peggio.

Brutto episodio a corredo di un incontro che Gori aveva sbloccato dopo poco meno di tre minuti con un rigore che lui stesso si era procurato (fallo di Battini). Lo stesso “Tin-Tin” aveva stampato il palo, emulato da Matteo Marrucci allo scadere del primo tempo. La sfortuna ha preso il sopravvento. Nella frazione centrale la squadra di Santini ha cercato di chiudere ogni discorso, trovando il raddoppio con Gori (51° gol in stagione, 226° in assoluto), servito da Ramacciotti, bravo a sfruttare una incertezza difensiva di Taiarui - ed il tris di “Jeky” Valenti, rovesciata da posizione defilatissima alle spalle di un incolpevole Battini. Applausi a scena aperta per il pezzo forte del repertorio.

Sotto di tre gol il Pisa ha trovato la forza di accorciare le distanze al punto quasi di azzerarle sfruttando due penalty (a segno Di Tullio e Taiarui), contestati dai bianconeri. Carpita ci ha messo del suo (in positivo) impedendo ai nerazzurri di alzare le braccia al cielo in segno di esultanza con parate diluite nei trentasei minuti, essenziali e decisive per spingere la sua squadra verso la seconda finale consecutiva, la terza in assoluto.

«A questo punto il tricolore possiamo perderlo solo noi», si è sbilanciato il portiere che presto tornerà in Nazionale. Non sono confortanti i ricordi legati ai precedenti: ko nel 2012 e nel 2015, entrambi contro Terracina.

Dopo Euro Winners Cup e Coppa Italia i ragazzi di Stefano Santini proveranno a conquistare il terzo trofeo di un 2016 che resterà indimenticabile a prescindere, leggendario in caso di trionfo contro una Lazio dura a morire, che ha piegato 3-2 il Villafranca.

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