Il dolore
Finalissima tra Ranocchio e Leon d’Oro
QUERCETA. Allo stadio Buon Riposo di Pozzi stasera alle 21.30 si scrive la storia. Tutto è pronto per la finalissima del 45° Torneo delle Contrade del Palio dei Micci di Querceta che decreterà quale...
QUERCETA. Allo stadio Buon Riposo di Pozzi stasera alle 21.30 si scrive la storia. Tutto è pronto per la finalissima del 45° Torneo delle Contrade del Palio dei Micci di Querceta che decreterà quale contrada, tra Ranocchio e Leon d'Oro, potrà alzare al cielo il trofeo dei campioni. E in una serata che promette spettacolo e forti emozioni c’è una sola certezza: chiunque sarà il vincitore, si andrà a scrivere una pagina di fondamentale importanza nella storia della competizione. Qualora siano i campioni in carica del Leon d'Oro - detentori del titolo sia nel 2015 che nel 2014 e per la quarta volta di fila approdati in finale - a festeggiare, sarà la prima volta che una contrada riesce a inanellare tre successi consecutivi: impresa tante volte sfiorata anche da altre compagini, ma mai portata a compimento.
Pronti a sfatare il mito nefasto i giallorossi di Marzocchino guidati dal capitano Giacomo Vannoni puntano molto sulle qualità del proprio asso Mirko di Martino (capocannoniere del torneo con 5 reti). Dall’altra parte a opporsi alla voglia di triplete del Leon d’Oro c’è la fame di chi in 45 anni questo trofeo non l'ha mai vinto neppure una volta - un unicum tra tutte le otto contrade del Palio - perdendo anzi a più riprese anche alcune finali raggiunte con sommo sforzo. Per questo tutte le speranze del Ranocchio sono riposte nell’arguzia tattica di un decano del calcio come Enrico Galleni e nella qualità di mattatori del calibro di Gianmarco Mancini e Giacomo Rossi. Impossibile una previsione: se sulla carta sono stati i gialloverdi a godere dei favori del pronostico, stasera ogni episodio potrebbe rivelarsi determinante.
Gabriele Buffoni
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