Sicurezza
A Viareggio un camp per giovani rugbisti
I Titani di Denis Dallan organizzano uno stage per i baby appassionati della palla ovale
VIAREGGIO. "I Titani" pensano ed agiscono in grande. E nell'evoluzione di un progetto in costante e repentina ascesa si inserisce il "Rugby Camp" rivolto agli under 16 e 18 (circa trenta i ragazzi selezionati) in programma dall'11 al 29 luglio. Verrà presentato domenica (alle 17,30) al Caffè Margherita. Saranno presenti Denis Dallan, Bryan Liebenberg e Luca Martin, il campione italiano di powerlifting Simone Carniel, oltre a vari dirigenti della Federazione Italiana Rugby. All'interno verrà allestito un museo della palla ovale, con l'esposizione delle maglie di sei campioni della nazionale azzurra.
Il "Rugby Camp" è un percorso di formazione con i migliori allenatori di ogni disciplina e ruolo, che offriranno così la possibilità ai giovani atleti di crescere sul piano tecnico e agonistico e di confrontarsi ad alto livello. Tre settimane la durata di un'esperienza che unirà l'aspetto sportivo a quello ludico. Sono previste sessioni dedicate alla tecnica individuale e di gruppo, ma anche momenti di divertimento e aggregazione, come le escursioni del venerdì pomeriggio.
«Tre settimane sono il tempo minimo per acquisire una metodologia di lavoro - spiega Denis Dallan, promotore del "Rugby Camp" - un check (controllo) iniziale dell'atleta consentirà di agire in maniera specifica su carenze e punti di forza. Collaboreremo con l'Accademia Italiana della Forza per i focus sulla velocità, mentre Matteo Cavalca e lo staff della clinica Centrum di Parma si concentreranno sulla prevenzione degli infortuni».
Proprio Dallan, una volta archiviata la gloriosa parentesi azzurra, ha scelto Viareggio per costituire quella che lui stesso definisce "un'accademia di vita". «Questa è la mission dei "Titani": permettere ai ragazzi di essere seguiti da professionisti in un ambiente giovane, sano e disciplinato. Siamo riusciti a creare una grande famiglia che ogni anno si allarga sempre più. Ci sono valori comuni alla base, grazie ai quali garantiamo un'educazione a tutti gli atleti. Qui imparano a reagire positivamente quando si trovano sotto pressione, affrontando al meglio le sfide dentro e fuori dal campo».
Gabriele Noli
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