Il Tirreno

Versilia

Il Pozzo perde e minaccia di abbandonare il Palio

di Gabriele Buffoni
Il Pozzo perde e minaccia di abbandonare il Palio

L’allenatore Venè: «Gli altri fanno giocare atleti di Eccellenza non residenti» Regolamento rispettato per la Pro Loco ma dopo la finale ci sarà un confronto

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QUERCETA. Si è concluso con la vittoria del Leon d’Oro per 2 a 1 sul Pozzo il girone A del Torneo delle Contrade. Ma al di là della partita è stato il post gara a far discutere: se già il nervosismo si era ravvisato prima del triplice fischio con le espulsioni dalla panchina biancorossa dell’allenatore Carlo Venè e del capitano Nicola Tarabella, è negli spogliatoi che gli animi si sono realmente scaldati.

E in questo clima da rissa sfiorata, una voce si è sentita più delle altre: quella di Carlo Venè, allenatore e storico contradaiolo del Pozzo, nonché mister di lunga data nelle squadre versiliesi. «Se le cose non cambieranno, per quanto mi riguarda dal prossimo anno il Torneo lo faranno a sette squadre perché - ha tuonato il tecnico biancorosso, raccogliendo consensi da tutti i suoi giocatori - il Pozzo non vi prenderà parte. Non mi aspettavo un tappeto rosso, ma nemmeno una guerra aperta fino all'ultimo minuto: nel calcio se ricevi devi dare, e il Leon d'Oro - prosegue Venè - anni fa ha ricevuto un trattamento di favore da parte nostra: contro di noi quest’anno era prima in classifica, già promossa, avrebbe potuto renderci quel favore. Non capisco questo accanimento, ma se si parla di serietà sportiva allora devono averla in tutto, compreso nel far giocare persone con residenze false per contarle tra gli “interni” della contrada».

Al di là del presunto “biscotto” risalente a diversi anni fa (su cui è arrivato il no-comment del presidente del Leon d'Oro Giuseppe Menchini), è la questione delle residenze fasulle quella che lascia più dubbi: un argomento di cui di anno in anno si sente parlare tra i contradaioli ma che finora non è mai stato denunciato in maniera netta. «Tutti sanno ma fanno finta di niente - rincara Venè - in tutte le contrade. Noi siamo gli unici che giocano con dei giovanissimi, mentre altri mandano in campo giocatori di Eccellenza che non sono residenti. E questo rende chi non si adegua non competitivo. O si gioca tutti ad armi pari o non si gioca».

Parere condiviso, questo, anche dallo stesso presidente del Pozzo Alessio Quiriconi che si augura «che a fine torneo tutti i presidenti e la Pro Loco si riuniscano intorno ad un tavolo per sanare questa grossa falla delle residenze false che grava sul torneo. C'è un regolamento - spiega Quiriconi - e non va aggirato. Solo se ci sarà, come auspico, questa volontà di cambiamento ci saremo anche il prossimo anno». Dalla Pro Loco intanto si fa sentire il neo-presidente Luca Garfagnini che mette subito le cose in chiaro. «Quella di cui si discute - sancisce il numero uno dell’ente - sembrerebbe essere una problematica che affonda le radici indietro nel tempo, e in quanto tale merita una verifica attenta da parte nostra: innanzi tutto per capire se sussiste davvero questo problema e, nel caso, come muoverci. Ma è anche possibile - aggiunge Garfagnini - che un’associazione come la Pro Loco non abbia gli strumenti adatti a trovare una soluzione. Tutto potrebbe risiedere solo ed unicamente nella condotta delle stesse contrade. La nostra commissione controlla che il regolamento sia rispettato e - spiega - per quanto ci riguarda tutto è conforme. Se però ci sarà la volontà di riunirsi e parlarne, a fine torneo ne discuteremo».

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