Toscana
Diletta dà il meglio Ora spera di andare alle Olimpiadi di Rio
Ottimo terzo posto al meeting di nuoto “Settecolli” di Roma È la prima tra le azzurre, al ct la scelta se convocarla
VIAREGGIO. Adesso, almeno nei 400 stile libero, il destino non è più nelle mani di Diletta Carli. Per partecipare alla gara che più le piace, nella rassegna che più desidera, le Olimpiadi di Rio de Janeiro, dovrà sperare in una convocazione da parte del commissario tecnico della Nazionale di nuoto Cesare Butini. Sperando di averlo convinto a sufficienza dopo l’ottimo terzo posto al “Settecolli” di Roma dietro alle star Balmy (Francia) e Kapas (Ungheria).
Diletta, dunque, prima tra le azzurre, con un crono (4'07''32) che niente ha a che fare con gli Europei di Londra di un mese fa, ma che non è bastato per consentirle di garantirsi un posto sul volo per il Brasile. Serviva infatti un crono sotto il 4'06''2 per ottenere la matematica certezza della partecipazione ai Giochi, attualmente fuori portata per una Carli che ha avuto comunque il merito di reagire dopo la deludente rassegna continentale. Il ritiro in Sierra Nevada col gruppo della Nazionale l’ha rigenerata, permettendole di arrivare all'appuntamento capitolino in una forma decisamente brillante, sia nella testa sia nelle gambe. I ritmi di gara sono stati nel complesso buoni, però non eccezionali. La ventenne viareggina ha comunque impartito distacchi pesantissimi altre azzurre: 2 secondi e 3 decimi alla Mizzau, 3 secondi e 3 decimi alla Musso. Si è definita (a ragione) contenta della sua prestazione, ma sa che ora spetterà al ct Butini decidere su puntare su di lei o no per Rio de Janeiro, anche senza il conforto cronometrico. Nessuna delle italiane ha infatti ottenuto la qualificazione diretta. E dunque a sua discrezione può decidere chi selezionare. Decisione che verrà resa nota la prossima settimana. Nei 400 stile la Carli - che vanta un personale di 4'05''4 - si è laureata vicecampionessa italiana a Riccione, mentre a Londra non è andata oltre un opaco settimo posto. Manca un mese e mezzo ai Giochi. La reazione, veemente e rabbiosa, potrebbe essere giunta proprio nel momento più opportuno.
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