Il Tirreno

Versilia

E ora il Viareggio di Tin Tin punta allo storico triplete

di Gabriele Noli
E ora il Viareggio di Tin Tin punta allo storico triplete

Gabriele Gori si gode il trionfo in Coppa Italia arrivato anche grazie ai suoi gol «Dopo Champions e coccarda tricolore, adesso vogliamo prenderci lo scudetto»

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VIAREGGIO. Dal suo primo gol con il Viareggio sono passati quasi sei anni. Se lo ricorda ancora Gabriele Gori: «Fu un tiro libero, quante cose sono cambiate da allora...». Era il 10 giugno 2010, ottavo di Coppa Italia, il debutto assoluto dei bianconeri, sconfitti 7-6 dal Catania. “Tin-Tin” andò a segno cinque volte, proprio come domenica. La manita rifilata alla Sambenedettese - determinante per la conquista del trofeo - è soltanto l'ultimo (per ora) fotogramma di una carriera trascorsa ad aggiornare numeri, in passato spesso fini a se stessi. Non stavolta, non in questo avvio di stagione che ha visto il Viareggio spadroneggiare in Italia ed in Europa. Con la ferma intenzione di non fermarsi qui: tradotto, puntare allo scudetto.

Gabriele, i due trionfi in rapida sequenza cancellano le delusioni del passato?

«Non alcune, l'eliminazione in semifinale ai Mondiali non riuscirò mai a dimenticarla. Vincendo queste coppe ci siamo resi conto di essere una grande squadra e che abbiamo una rosa ultracompetitiva, non c'è bisogno di altro».

Tutto reso possibile grazie ai tuoi gol.

«Io ci metto del mio, sfrutto le qualità che ho, ma non mi sento affatto un fuoriclasse. Mi reputo importante perché sono uno dei finalizzatori, senza l’aiuto della squadra mai sarei stato in grado di segnare così tanto».

Gol numero 205 in bianconero, 128 in Nazionale. Che rapporto hai con questi cifre mostruose?

«Quando sono vicino a certi traguardi, come i 200 gol col Viareggio, ci penso e voglio raggiungerli. Finché posso, cerco di segnare»

Il primo, sei anni fa. Sembra trascorsa un'era geologica.

«Sono cresciuto come giocatore e come persona. All’inizio eravamo dodici cani sciolti, correvamo a caso per il campo. Adesso siamo preparati mentalmente per affrontare al meglio ogni competizione».

A proposito, ormai manca solo lo scudetto.

«L’obiettivo è migliorare il risultato del 2015 (sconfitta in finale col Terracina, ndr). In quella gara non fummo brillanti, io per primo. Non ci sentiamo affatto appagati».

Quanto merito ha Stefano Santini?

«Caratterialmente è cambiato tantissimo, a Catania ha saputo trasmetterci tranquillità. Ne abbiamo tratto tutti giovamento».

Si può affermare che hai raggiunto il successo entrando dalla porta di servizio?

«Ho iniziato a praticare il beach soccer per gioco. Lo avrei messo da parte se fosse arrivata un’offerta allettante da una società di calcio professionistica. Non è accaduto e ora le soddisfazioni me le tolgo sulla sabbia».

Dopo il divorzio dal Seravezza hai già ricevuto qualche proposta?

«No, resto in attesa. Al momento non ci penso».

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