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di Gabriele Buffoni
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di Gabriele Buffoni FORTE DEI MARMI Per il terzo anno consecutivo, Forte dei Marmi festeggia il tricolore dopo un anno estremamente difficile. Ma, guidati da un super Pedro Gil e forti di una nuova...

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di Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI

Per il terzo anno consecutivo, Forte dei Marmi festeggia il tricolore dopo un anno estremamente difficile. Ma, guidati da un super Pedro Gil e forti di una nuova compattezza frutto di un gran lavoro maturato nello spogliatoio, i rossoblù di Gigio Bresciani sono riusciti di nuovo a portare la Versilia sul tetto d'Italia salvando in extremis una stagione molto equilbrata in cui c'è stato spazio per qualche soddisfazione tra alcune innegabili amarezze.

L'inizio. Non ha certo avuto un inizio semplice il Forte dei Marmi: la stagione si apre con la bruciante sconfitta in Supercoppa rimediata contro il Breganze sulla pista di Vittoria Apuana, uno smacco che mette subito in evidenza l'esigenza di trovare il giusto assetto alla squadra. L'inizio di campionato non è dei migliori, ma fa ben sperare: la trasferta a Trissino nella prima giornata si chiude con un deludente pareggio per 2-2, cui fanno però seguito cinque vittorie consecutive. Ancora una volta Breganze si rivela bestia nera dei rossoblù e al settimo turno sbaraglia i versiliesi. Il seguente successo a Follonica è solo il passo prima del nuovo inciampo, che capita proprio nel primo derby stagionale: il 1 dicembre il Cgc vìola la pista del palaForte e per i rossoblù inizia un momento nero che si protrae fino alla successiva trasferta di Lodi, dove vengono sconfitti per 7-5 e dove Bresciani, al termine del match, si dichiara pronto a lasciare la panchina. Ma proprio quella fu la svolta. Dall'11esima giornata fino alla 21esima (l'ottava di ritorno) il Forte non subisce sconfitte, espugnando anche la pista di Matera (fino ad allora inviolata) e classificandosi al secondo posto (pur a pari merito con il Breganze) per la Final Eight di Coppa Italia.

La grande delusione. Sulla Coppa Italia la società rossoblù ha puntato molto fin da subito: aggiudicatasi l'organizzazione della Final Eight però, le cose sono andate ben diversamente da quanto sperato. All'esordio nel quarto di finale contro il Bassano di Pino Marzella il Forte dei Marmi ha clamorosamente fallito il passaggio del turno venendo eliminato ai rigori e seguendo fuori dalla competizione i rivali viareggini (sconfitti dal Lodi che poi, proprio contro il Bassano in finale, si aggiudicherà il trofeo). Quella in Coppa sarà una delusione che avrà strascichi anche sul finale di campionato: il Forte perderà per la seconda volta il derby contro il Centro (4-2 al palaBarsacchi) ma sarà soprattutto la sconfitta in quel di Monza a far vacillare la prima posizione insidiata dal Breganze. Solo la vittoria del Lodi contro i veneti all'ultima giornata permetterà infatti al Forte di chiudere al primo posto la regular season, separato dal Matera di Nuno Resende solo dagli scontri diretti in proprio favore.

Nel Gotha europeo. Se nel panorama italiano fino ai playoff il Forte si è barcamenato tra alti e bassi, tra delusioni e successi, è in Europa che arriva il vero traguardo storico di quest'annata. I rossoblù, dopo aver primeggiatro nel girone su Vendrell, Valongo e Quevert, si trovano ai quarti di finale ad affrontare i vice-campioni in carica del Vic. Sembra la sfida impossibile, ma la sconfitta per 2-1 in terra spagnola fa ben sperare Bresciani e tutta la squadra che nel match di ritorno mette in pista la prestazione migliore della stagione sovvertendo il parziale dell'andata con un gollazzo di Motaran a 15” dagli "infernali" golden gol: è Final Four di Eurolega, la prima nella storia fortemarmina. A Lisbona i rossoblù vengono però sconfitti di misura, tra infinite proteste arbitrali, dall'Oliveirense uscendo scornati dalla trasferta lusitana e destinati a scendere in pista pochi giorni dopo per la finalissima scudetto contro il Lodi.

La corsa al tricolore. Prima della Final Four europea infatti in Italia sono iniziati i playoff: il primo avversario per il Forte è il Monza (eliminati in due gare), ma il vero ostacolo è il Cgc Viareggio in semifinale. Il remake della scorsa finale scudetto ha inizio nel peggiore dei modi (una sconfitta - ancora tra polemiche arbitrali - al palaBarsacchi al golden gol) ma la rabbia e la volontà di raggiungere la finale eliminando gli eterni rivali bianconeri ha la meglio e gara 2 e gara 3 sulla pista di Vittoria Apuana sono rossoblù. I tafferugli scoppiati a margine del successo fortemarmino però pregiudicano in qualche modo gli scontri che verranno: due giornate di squalifica vengono infatti comminate alla pista versiliese, costringendo Gil e compagni a giocarsi gara 2 e gara 3 di finale al "Capannino" di Follonica dopo aver perso - stanchi e demoralizzati dal rientro da Lisbona - la gara 1 al palaCastellotti di Lodi.

La fine di un ciclo. Quel che segue, come si suol dire, è storia. Quel che è certo invece, è che con questo terzo scudetto si conclude un ciclo: nella prossima stagione non ci saranno più Pablo Cancela (all'Oliveirense) e soprattutto mancherà il campionissimo Pedro Gil (che andrà allo Sporting) che più di una volta, anche in questa finalissima, ha fatto la differenza. Radio-mercato promette una squadra altrettanto competitiva, staremo a vedere: intanto è tempo di festeggiamenti. E di addii.

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