Sicurezza
Diletta, ora l’obiettivo è il pass per Rio
La Carli in Sierra Nevada per prepararsi per il Settecolli, ultima chance olimpica
VIAREGGIO. L'istinto e la ragione. Dagli Europei di Londra Diletta Carli sperava di tornare con risultati ben più gratificanti dei due settimi posti ottenuti nelle finali dei 400 e degli 800 stile. Al di là della mancata (per adesso) qualificazione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro - servivano comunque tempi stratosferici - ciò che stride maggiormente è il netto contrasto tra le prestazioni nelle batterie e quelle nelle finali. Ecco perché, smaltita la delusione, la ventenne viareggina ha potuto ragionare a fondo sui perché di una rassegna continentale avara di medaglie e pure di soddisfazioni.
Non si è nascosta dietro ad un dito: pensava (e sperava) di fare meglio, sostenuta da sensazioni legate al suo stato di forma che riteneva positive. Il verdetto della vasca è stato sin troppo severo. Al rientro dalla capitale inglese la Carli si è concessa qualche giorno per ricaricare le pile, poi la partenza per la Sierra Nevada assieme alla spedizione azzurra in vista del Settecolli di giugno e, per i più meritevoli, dei Giochi di Rio.
Diletta, a mente fredda hai capito se il problema nelle due finali è stato fisico o mentale?
«Per quanto riguarda i 400 è stato principalmente tecnico: inserendo le gambe nella nuotata svuoto la bracciata nella prima fase della resa rendendola inefficace. Per quanto riguarda l'800 molto probabilmente ho nuotato un po' sotto ritmo, ma la complicazione è stata principalmente tattica, facendo la gara in negativo mi sono ritrovata troppo lontana dalle prime».
Ti aspettavi di fare molto meglio?
«Sinceramente sì. Stavo bene, non c'era paragone con gli Assoluti di aprile, in acqua mi sentivo molto fluida e veloce».
Il tuo allenatore Stefano Morini e lo staff tecnico cosa ti hanno detto?
«Lui era forse più dispiaciuto di me perché in acqua, ripeto, stavo molto bene. Insieme al biomeccanico, Ivo Ferretti, ha analizzato subito le gare cercando di capire il problema per sviluppare esercizi e tipologie di allenamento finalizzate a trovare una soluzione».
Il lavoro che hai svolto in questi mesi era più finalizzato agli Assoluti o a questi Europei?
«Non abbiamo scaricato molto per gli Assoluti. Per Londra, invece, un po' di più».
Ritieni che la qualificazione alle Olimpiadi sia ancora raggiungibile pur avendo solo il Settecolli a disposizione?
«Sicuramente preparerò il Settecolli. Il tempo nei 400 è di un secondo superiore al mio personale. Quello sugli 800 è un crono che non ho mai nuotato».
Come ti allenerai n queste settimane?
«Andrò anche io in Sierra Nevada (come la maggior parte dei nuotatori azzurri). Ovviamente non farò volumi esagerati di lavoro: meno chilometri ma più sostenuti».
Gabriele Noli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
