Il Tirreno

Versilia

Camaiore, il bicchiere resta mezzo pieno

di Alessandro Bracci
Camaiore, il bicchiere resta mezzo pieno

Il presidente Pardini: «Stagione positiva malgrado non sia arrivata la promozione»

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di Alessandro Bracci

CAMAIORE

Si è interrotta a soli 45 minuti dalla finale nazionale dei playoff la corsa del Camaiore verso la serie D: il sonoro 4-0 con cui in un tempo i sardi del San Teodoro hanno demolito la compagine bluamaranto ha fatto crollare un sogno coltivato un'intera stagione. Adesso per la squadra di mister Beppe Della Bona - il cui futuro è ancora da definire - resta solamente la speranza di un salto di categoria deciso a tavolino.

La stagione bluamaranto si conclude quindi a bocca asciutta e con numerosi rimpianti. Per la verità la prima vera delusione stagionale nell'ambiente camaiorese si era percepita nel finale della regular season, quando, dopo una clamorosa risalita nelle prime posizioni durata un intero girone, una serie di risultati sfavorevoli contro compagini alla portata avevano frenato lo sprint per il primo posto, lasciando via libera al lanciatissimo Real Forte Querceta. I successi nei playoff regionali contro Cuoiopelli e Pietrasanta avevano poi dato nuovo vigore alle speranze promozione, definitivamente spazzate via dal tonfo di domenica.

La stagione, pur senza gloria, non ha però scontentato il patron bluamaranto Norberto Pardini che stila un bilancio sostanzialmente positivo, al netto della mancata risalita in D: «Tirando le somme - spiega il numero uno del Camaiore - la stagione può considerarsi positiva, nonostante non sia arrivata la promozione. Un po' di rammarico è inevitabile: sia per il finale di stagione regolare, in cui la vittoria era alla nostra portata, sia per la sconfitta di domenica, figlia anche di diverse assenze importanti. Alla fine però non possiamo essere delusi o arrabbiati per come è andata: abbiamo dato tutti il massimo».

Da salvare c'è di sicuro la vena realizzativa della coppia d'attacco Tosi-Tarantino, capaci di infilare ben 38 gol in due tra campionato e playoff e di tenere a galla la squadra nei momenti più complicati della stagione. Nota di merito per i giovani Dalle Luche e Viola, definitivamente consacratisi come perni dell'undici titolare, per l'altro baby Bonuccelli e per i nuovi arrivi Battistoni e Ambrosini.

Chi invece ha deluso le aspettative è stato Sireno: il miglior trequartista del campionato 2014-2015, arrivato a Camaiore in pompa magna, è stato frenato da alcuni acciacchi fisici che ne hanno ridotto notevolmente il potenziale. Dubbi e rimpianti a dire il vero li ha lasciati soprattutto una programmazione stagionale modificata in corso d'opera. L'annata bluamaranto è infatti partita con una rosa molto ampia - forse fin troppo -, ridottasi poi drasticamente nel mercato invernale quando vari giocatori poco utilizzati - Benedetti, Manfredi, Martinelli, Colazo, tanto per citarne alcuni, a cui si è aggiunto Pieri, che ha detto basta con il calcio giocato - hanno chiesto ed ottenuto di cambiare aria. Se si aggiungono a ciò l'interminabile lista di infortuni e qualche espulsione di troppo, si intuisce quali siano state le difficoltà che domenica dopo domenica Della Bona si è trovato ad affrontare nel mettere in campo un undici all'altezza. Nonostante le difficoltà il tecnico è riuscito a portare la squadra a pochi passi dalla serie D, dopo che a Natale il Camaiore era scivolato fino in quinta posizione. Una mezza impresa che potrebbe garantirgli la fiducia del club anche per la prossima stagione, eventualità che il tecnico apuano gradirebbe molto.

In proposito però il patron Pardini prende tempo: «La nostra stagione è finita domenica e non abbiamo ancora parlato del futuro del club. Ci prendiamo tutto il tempo necessario per riflettere e decidere quali saranno tecnico e giocatori per la prossima stagione. Molto dipenderà anche dalla categoria in cui militeremo».

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