Sicurezza
Fra il Viareggio e Pierini ora il divorzio è ufficiale
La società liquida il tecnico con un comunicato del consiglio di amministrazione L’allenatore: «Una decisione che non mi sorprende, ma qualcuno mi ha deluso»
VIAREGGIO. Con un comunicato che ha fatto seguito ad una riunione del consiglio di amministrazione il Viareggio 2014 ha reso noto che d'intesa con l'interessato non è stato rinnovato il contratto ad Alessandro Pierini, il tecnico che ha guidato la squadra nell’ultimo campionato di serie D. La dirigenza bianconera «ringrazia il tecnico uscente per la serietà, l'impegno e l'alto profilo di professionalità dimostrati e gli augura un sincero in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera da allenatore». Ma la notizia non arriva certo come un fulmine a ciel sereno.
Mancava solo l'ufficialità, ma in qualche modo avevi già intuito che potesse finire così l'esperienza con la squadra della tua città.
«Avevo capito che non tutti in società erano rimasti soddisfatti di come sono andate le cose quindi non mi ha sopreso più di tanto questo epilogo. Peccato perché con l'esperienza acquisita quest'anno, il prossimo campionato sono sicuro che avremmo potuto fare bene. Nel calcio però sono cose da mettere in preventivo».
Deluso e amareggiato per la fine di questo rapporto?
«Deluso da qualcuno, questo sì, non dai giocatori, perché tutti mi hanno seguito insieme allo staff con molta professionalità e li ringrazio, anche coloro che non hanno giocato con regolarità mi hanno aiutato e questo è la dimostrazione dell'unione del gruppo».
È d’accordo che la squadra avrebbe potuto fare meglio?
«Certo e l'ho sempre detto di essere io il primo a non essere soddisfatto. Se avessi avuto Benedetti anche nel girone di andata, visto che con lui nel ritorno abbiamo totalizzato 25 punti, forse in tutto ne avremmo potuti conquistare 50, rispetto ai 46, ed allora forse il giudizio su me e sul Viareggio sarebbe stato diverso. Invece nel girone di andata c'è stato in attacco solo Sciapi, a causa di infortuni vari, uno su tutti quello di Rosati che ha certamente condizionato la stagione. L'attacco è stato deficitario rispetto alla difesa. E' stata comunque una bella esperienza che mi porterò dentro, Dopo avere allenato all'estero, in pratica la prima vera panchina è stata Viareggio».
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