Lutto
Forte dei Marmi, ricorso amaro: resta di due giornate la squalifica della pista
La Corte sportiva di appello ha confermato la squalifica di due turni in occasione delle finali scudetto contro il Lodi
FORTE DEI MARMI. «Letto il ricorso e la memoria della società Cgc Viareggio la Corte sportiva di appello, in parziale accoglimento del ricorso presentato dalla società Forte dei Marmi, riduce l'ammenda irrogata a euro 1250 confermando per il resto il provvedimento impugnato». È con queste parole che il giudice sportivo di secondo grado si è espresso ieri sul ricorso presentato dal Forte dopo la sentenza che condannava la società rossoblù a 2500 euro di ammenda e a due giornate di squalifica per la pista del palasport di Vittoria Apuana. Una decisione lapidaria, che pone la parola fine alla vicenda (a meno che non si protragga l'appello al Coni, ma si tratta di un iter lungo mesi) senza però fornire spiegazioni per quanto decretato, trincerandosi dietro ai 30 giorni di tempo che di diritto ha per fornire delucidazioni.
Ben magra consolazione per i rossoblù dunque è la riduzione della multa in confronto all'obbligo di disputare gara 2 e gara 3 di finale scudetto contro il Lodi sulla pista neutra del Capannino di Follonica, con relativi costi di affitto e spese di risarcimento e soprattutto con gli incassi che, molto presumibilmente, saranno inferiori rispetto a quelli che avrebbe potuto registrare il palaForte (dove, al più, si tornerà a giocare un'eventuale gara 5).
«Sono veramente curioso di leggere le motivazioni - tuona il presidente del Forte dei Marmi Piero Tosi, di ritorno ieri da Lisbona e informato solo nel tardo pomeriggio della sentenza - sicuramente è la decisione che non ci aspettavamo. Come società ci riuniremo a breve e decideremo come muoverci. Personalmente penso che la rabbia ci debba dare ancora più forza - dichiara Tosi - vorrà dire che andremo a vincere lo scudetto a Follonica per dimostrare che siamo i migliori in Italia. Di certo, anche qualora perdessimo, non lo vincerebbe il Cgc Viareggio - commenta - società che nella sua memoria alla Corte sportiva di appello ha addirittura dichiarato che la pena era fin troppo blanda, mentre noi l'anno scorso spingemmo per l'alleggerimento della sanzione, come poi accadde».
G.B.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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