La protesta
La lucidità di Gigio «Arbitri poco equi ma niente complotto»
Il tecnico del Forte analizza l’eliminazione di Lisbona Con una frecciata al Cgc: «Gli sfottò? Noi almeno c’eravamo»
FORTE. La delusione è ancora bruciante tra i ranghi del Forte dei Marmi dopo la sconfitta contro l’Oliveirense, che ha sancito l'eliminazione dalla Final Four di Eurolega. I versiliesi torneranno oggi nel tardo pomeriggio a casa tentando di leccarsi le ferite e dimenticare lo scotto subito: anche perché, tra due giorni (mercoledì alle 20,45 al palaCastellotti di Lodi) ci sarà da giocare la gara 1 di una finale scudetto stellare, ultimo atto del tour de force di fine stagione (nemmeno una settimana fa veniva giocata gara 3 del derby di semifinale contro il Cgc), contro il Lodi di coach Paolo de Rinaldis, vincitore della Coppa Italia 2016.
Eppure dimenticare non è facile: anche perché il risultato è stato deciso da episodi giudicati da alcuni (come il presidente Piero Tosi) estremamente dubbi. Tanto da far parlare di volontà di osteggiare l’unica squadra italiana in corsa per la Coppa. «Di complotti secondo me non ce ne sono - dichiara invece “Gigio” Bresciani, allenatore del Forte che ha compiuto l’impresa di conquistare la prima Final Four rossoblù dopo che già Roberto Crudeli, lo scorso anno, l'aveva sfiorata - non voglio crederci a queste cose, o smetterei seduta stante di fare hockey».
Però anche lei subito dopo la partita ha puntato il dito contro l'arbitraggio.
«E lo faccio ancora, l’arbitraggio non è stato equo e ha deciso la partita. Nessuno toglie i giusti meriti all'Oliveirense, che come noi ha giocato una grande gara e meritava al pari nostro la finalissima. Però se hanno fischiato quei tre rigori a loro, allora avrebbero dovuto assegnare almeno in un paio di occasione rigori anche per noi: mi viene in mente il fallo in area fischiato a Motaran. Dubbio, ma poteva esserci: l’Oliveirense ha compiuto un salvataggio identico in area pochi minuti dopo, ma nessun arbitro ha sanzionato. Non credo ai complotti, ripeto, ma l’arbitraggio non ha usato lo stesso metro di giudizio: perché è chiaro, i rigori poi vanno concretizzati e avremmo anche potuto sbagliarli, ma avremmo avuto le occasioni per chiudere la partita come hanno fatto i nostri avversari».
Tanti sono stati anche gli sfottò, specie da parte delle tifoserie rivali.
«Non capisco cosa c’entri il campanile in una competizione europea, comunque non ci bado e non lo fanno i miei giocatori. Resta un unico dato di fatto: che noi c’eravamo, e ci saremo mercoledì in finale di campionato. Mi dispiace solo per le parole di un campione che stimo come Mirko Bertolucci (che ha commentato con una battuta il ko del Forte, ndr): pensavo che da lui ci sarebbe stata più comprensione per il sacrificio che si fa per arrivare fino a questi livelli».
Adesso cuore e testa al campionato: come vi presenterete a gara 1 di mercoledì?
«È chiaro che ora vincere lo scudetto è importantissimo ma in pista questa tensione non va portata. Il calendario imposto dalla Federazione non aiuta ma vogliamo confermare il tricolore sul petto».
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