Il dolore
Una remuntada... Real E Forte si gode la serie D
Dall’inizio in sordina alla conquista del primato: il film di una stagione storica
FORTE DEI MARMI. Il Real Forte dei Marmi-Querceta ha compiuto infine il balzo definitivo verso la serie D: ma la promozione non è altro che il meritato premio per una stagione sensazionale disputata dai nerazzurri agli ordini del tecnico Maurizio Cerasa.
Il girone di andata. Il cammino del Real Forte è iniziato forse nel modo peggiore. La prima partita, tra le mura amiche del Necchi-Balloni riserva infatti una delusione: contro l'Atletico Piombino, squadra priva di grandi ambizioni, i versiliesi finiscono per "suicidarsi" nell'ultimo quarto d'ora facendosi recuperare il parziale di 2-0 e chiudendo (a fatica) sul 2-2. La prima vera "mazzata" però arriva alla seconda giornata, quando si gioca al Comunale il primo derby stagionale con il Camaiore: Seghi e Viola decidono per i bluamaranto e il Real affonda in classifica. «Abbiamo avuto mille problemi in quella partita - ricorda lo stesso Cerasa - io stesso commisi alcuni errori: sbagliai a schierare Rossi in campo dato che era in fase di recupero fisico, e così pure fu precoce la scelta di Diouf dato che aveva saltato la preparazione estiva. Con Arzelà acciaccato a completare il quadro poi - ammette - ci fu ben poco da fare: il Camaiore ci schiacciò».
Ma proprio dall'amarezza della sconfitta il Real sembra riprendersi: 6 vittorie e 2 pareggi (negli altri derby contro Pietrasanta, in casa, e SeraPozzi, al "Buon Riposo") nelle successive otto gare tornano a dare speranza e il Real si ritrova in vetta alla classifica. Ma i tempi non sono maturi per detenere il primato e la punizione arriva presto: la trasferta a Sangimignano (persa per 4-1), il successivo pari casalingo con il Castelfiorentino e infine la sconfitta ad Albinia (4-3) bloccano sul nascere le ambizioni dei nerazzurri che terminano il girone di andata (dopo aver battuto Cenaia e Portuale) terzi dietro a Camaiore e Pietrasanta. «Il pari contro Castelfiorentino resta il mio rammarico più grande - racconta Cerasa - ci meritavamo la vittoria e sarebbero stati tre punti fondamentali per riprenderci subito la vetta del girone, invece non siamo stati in grado di approfittarne».
La remuntada. Se il girone di andata è stato altalenante (nonostante i 28 punti conquistati) è la seconda fase di campionato il vero capolavoro del Real: 9 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta per un totale di 32 punti che hanno portato i nerazzurri alla meritata promozione. L'inizio del 2016 però anche stavolta non è stato dei migliori sotto il profilo dei risultati: ancora un pari contro Piombino («Il loro portiere - ricorda Cerasa - parò l'impossibile») e poi subito il derby casalingo con il Camaiore che si conclude con un altro punto amaro per il Real, specie per le proteste del tifo e per il lancio di monetine dagli spalti proprio verso la panchina di Cerasa dopo la sostituzione di Arzelà sul 2-1 per i bluamaranto. «La gente parla ma non sa che Arzelà aveva problemi fisici e non poteva dare il meglio in campo - rivela il mister - un allenatore deve saper prendere anche decisioni controcorrente quando lo fa per il bene della squadra, e quella scelta si rivelò azzeccata perché alla fine pareggiammo 3-3 con Biagini e nel finale avremmo anche potuto vincerla».
Con 5 punti dalla capolista Pietrasanta recuperare terreno sembra un'impresa, ma proprio allora i biancazzurri iniziano a rallentare e nel derby al XIX Settembre il Real riesce a strappare un importante pari, seppur con l'amarezza di non aver centrato i tre punti e con Chelotti infortunato e Biagini espulso. La svolta però i nerazzurri ce l'hanno alla 22esima giornata con la trasferta di Forcoli: una sconfitta pesante (2-0) contro l'ultima in classifica. «Fu la caduta che ci serviva - racconta Cerasa - mi ricordo che il martedì dopo la partita ci riunimmo negli spogliatoi e ne parlammo: tutto il gruppo analizzò con grande lucidità e autocritica la situazione, e in loro vidi la grinta giusta per ribaltare il campionato. Fu allora che scattò quel qualcosa che ci ha portato alla promozione».
Il resto, come si dice, è storia: 7 vittorie nelle ultime otto gare, con il pari di Cenaia due settimane fa che ha solo rinviato una festa già annunciata dopo la vittoria a Castelfiorentino. Quando, ricorda Cerasa, «vedendo che eravamo di nuovo soli in testa ho pensato "non ci riprendono più"».
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