Sicurezza
Real Forte, i colori della gioia: «Serie D»
Al Necchi è festa grande per la promozione. Il presidente Mussi: «Traguardo storico. E adesso puntiamo ancora più in alto»
di Gabriele Buffoni
FORTE DEI MARMI
«We are the champions, my friend». Risuonano le note dei Queens allo stadio "Necchi Balloni" di Forte dei Marmi dopo che il triplice fischio ha sancito il termine del match contro il Marina la Portuale, l'ultimo del campionato di Eccellenza. Ed è proprio la voce immortale di Freddy Mercury a fare da cornice alla grande festa che esplode in mezzo al campo: il Real Forte è in serie D. I colori bianco-nero-azzurro sono dappertutto. Sugli spalti, addobbati per l'occasione, così come tutto intorno al prato dove fino a poco prima ventidue atleti si davano battaglia: proprio in corrispondenza del centrocampo spicca un cartellone diverso dagli altri, con il simbolo della società (che richiama un poco quello del ben più blasonato Real Madrid ma con una Q al posto della C propria dei "blancos" spagnoli) sormontato dalla scritta "Grazie ragazzi".
Una frase che racchiude mille emozioni e che ben incarna l'atmosfera che si respira mentre la festa impazza e tutti i giocatori si ritrovano abbracciati in un bagno di spumante a cantare a squarciagola cori e canzoni: negli occhi dei tifosi (specialmente quelli come Mario Carducci, storico custode dello stadio fortemarmino insieme alla moglie Lida, venuta a mancare a febbraio, legati a doppio filo alla storia del calcio locale), dei dirigenti, dello stesso allenatore Maurizio Cerasa (che dopo essere stato portato in trionfo dai suoi ragazzi si defila un po', andando a sedersi su una panchina degli spogliatoi forse per godersi in pace il sapore della tanto agognata vittoria) si nota quella gratitudine di chi la serie D la sognava da anni. Una serie D che fino a ieri era solo un orizzonte inarrivabile e che poi improvvisamente è diventata una splendida realtà. Quella serie D che per nove lunghi anni (da quella rovinosa stagione 2006-2007 che portò l'allora Us Forte dei Marmi alla retrocessione) è stata troppo lontana.
«È stata una cavalcata incredibile - commenta il presidente Alessandro Mussi - pochi mesi fa nessuno avrebbe dato credito a questa squadra, invece la società ha mantenuto la serenità e la fiducia nel lavoro dell'allenatore e dei ragazzi, che hanno dimostrato di essere meno figurine e più uomini "affamati" di vittorie».
Due mesi fa infatti i nerazzurri si trovavano dietro a Camaiore e Pietrasanta, distanti pur 4 punti dalla vetta ma con la consapevolezza di avere davanti due squadre "schiacciasassi" che difficilmente avrebbero mollato la spugna. Ma «la fortuna aiuta gli audaci», riporta il detto, e grinta e coraggio il Real Forte ha dimostrato di averne in abbondanza: a quel 14 febbraio risale infatti l'ultima sconfitta dei nerazzurri di Cerasa, imbattuti nelle successive otto giornate di campionato. «Abbiamo compiuto un passo storico per due realtà - dichiara Mussi - Forte dei Marmi e Querceta, che costituiscono il nostro Dna. E il prossimo anno, chissà, magari realizziamo qualcosa di ancora più importante».
E allora non resta che dar ragione alle magliette indossate per l'occasione un po' da tutti, anche dal vice-sindaco Michele Molino presente ai festeggiamenti insieme al primo cittadino Umberto Buratti: «Siamo D un'altra categoria».
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