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Versilia

Scontri dopo Viareggio-Massese, in arrivo il Daspo

Un momento di Viareggio-Massese
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Un momento di Viareggio-Massese

La decisione presa dalla Prefettura dopo gli incidenti nel derby: match col Ghiviborgo a porte chiuse e Daspo per sette tifosi bianconeri coinvolti negli scontri

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VIAREGGIO. La partita tra il Viareggio e il Ghiviborgo in programma domenica 17 alle 15 allo stadio Torquato Bresciani si giocherà a porte chiuse per disposizione della Prefettura di Lucca. La sfida è stata considerata “ad alto rischio” dopo quanto accaduto in occasione del derby Viareggio-Massese del 3 aprile. In quella occasione nel comunicato della Prefettura viene evidenziato che si verificarono scontri tra una ventina di tifosi viareggini e massesi con lanci di bottiglie, corpi contundenti, un fumogeno con altrettanti tifosi avversari, circostanza a seguito della quale verrà adottato il provvedimento del Daspo nei confronti di sette tifosi del Viareggio. I tifosi della Massese provocarono la rottura del finestrino di uno degli autobus e danneggiarono i wc del settore ospiti, mentre i tifosi viareggini provocavano continuamente i tifosi avversari lanciando petardi negli spazi retrostanti la gradinata pur senza provocare danni.

Amareggiata la società bianconera.«Non vogliamo giustificare la condotta di una ristretta minoranza di tifosi, ma riteniamo la decisione sproporzionata ed eccessivamente punitiva. Il disappunto è acuito dal fatto che spontaneamente avevamo proposto di mettere a disposizione un adeguato numero di steward a nostre spese, assumendoci la totale responsabilità della sicurezza. Il tutto nell'interesse dei nostri sostenitori, tesserati e soprattutto per l'immagine della città, che esce offuscata da questa decisione che sa tanto di "resa", che non rende giustizia all'impegno della dirigenza e alla maggioranza dei nostri tifosi. Prima della partita avevamo programmato una esibizione della scuola calcio con oltre cento bambini di fronte ai nostri tifosi. Sarebbe stato un bel messaggio: punire una città per le intemperanze di pochi, non rappresenta il modo più corretto ed efficace per affrontare il problema. Il provvedimento mortifica l'impegno e il sacrificio di tanti appassionati, che hanno permesso che il calcio non scomparisse a Viareggio. Dispiace che anche questa volta poche asettiche norme abbiamo prevalso sul buon senso e sul lato più bello ed emozionante dello sport, quello fatto dalla gente e per la gente».

 

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