Sicurezza
Baldini torna a Seravezza e batte i pugni sul tavolo
Verdazzurri senza pace: Tognarelli lascia e viene rimpiazzato dal vecchio allenatore «Questa è la mia squadra e qui comando io: giocatori e società ne prendano atto»
SERAVEZZA. Dopo quarantanove giorni Fabrizio Baldini torna sulla panchina del Seravezza. Il tecnico pietrasantese era stato infatti sollevato dall'incarico il 17 gennaio scorso, dopo la sconfitta sul campo del Forcoli. Al suo posto era arrivato Paolo Tognarelli tecnico di provata esperienza che aveva capito quasi subito che il problema del Seravezza risiedeva nella testa dei giocatori. Un problema non da poco, e che aveva convinto il maestro di Forcoli a rassegnare le dimissioni dopo la batosta di Santa Croce sull'Arno. Poi, forse sollecitato dalla dirigenza, Tognarelli (sette punti in altrettante gare il frutto della sua gestione) ha provato ad andare avanti per un altro mese, ma ha dovuto alzare bandiera bianca dopo tre sconfitte di fila. E questa volta le dimissioni sono state accettate dalla dirigenza, che già al ritorno dalla vicina Avenza aveva contattato Baldini. Il quale ha risposto presente senza tentennamenti: già nel pomeriggio di ieri ha guidato il primo allenamento della squadra.
Una seduta di lavoro anomala, voluta sia dalla dirigenza che dallo stesso Baldini. Il quale crede ancora che i verdeazzurri possono raggiungere il quinto posto della classifica. Anche se è cosciente che questo evento dipenderà non solo dai risultati che saprà ottenere la sua squadra.
Baldini, perché ha detto sì senza chiedere tempo ai dirigenti del Seravezza?
«Questa squadra la sento mia dopo due anni di lavoro con questo gruppo. L’ho sempre sentita mia anche quando sono stato esonerato».
A proposito dell'esonero, come ha vissuto il periodo lontano dalla panchina?
«Abbastanza male, anche perché ritenevo che il problema non era il tecnico. E i fatti mi hanno dato ragione».
E allora quali sono i problemi del Seravezza?
«La mancanza di un vero leader. Per fare un esempio a noi manca un giocatore del carisma che hanno i vari Fusco, Tosi, Arzelà, tanto per rimanere alle squadre versiliesi. E poi un altro problema è quello di essersi illusi dopo i buoni risultati di inizio torneo. Nonostante le tante assenze siamo stati per un periodo in testa alla classifica e questo aveva creato un certo entusiasmo, che io avevo cercato di frenare perché sapevo che a gioco lungo le assenze avrebbero pesato. Insomma un problema di testa, perché la qualità della rosa non si discute».
Stessi concetti espressi da Paolo Tognarelli.
«Non ho mai parlato con lui anche se lo conosco. Mi dispiace che anche per lui sia finita così. Ma ripeto: il cambio di allenatore non era necessario».
Cambierà qualcosa nell'approccio con la squadra rispetto al primo periodo della sua gestione?
«Non nego di avere qualche colpa. Soprattutto nel rapporto con lo spogliatoio. Ma da ora in avanti entrerò a gamba tesa. Voglio che sia chiara una cosa: si fa quello che decido io. Una regola che vale per tutti, anche per chi pensa di poter essere intoccabile perché gioca da qualche anno in questa società. Le colpe di questa situazione sono di tutti: della società, dei giocatori e come ho detto anche del sottoscritto. Quindi tutti dobbiamo dare qualcosa per cercare di salvare la stagione».
A proposito di società, ha chiesto qualcosa al presidente?
«Solamente di rispettare le mie scelte anche per quello che riguarda la gestione degli spazi per gli allenamenti. Causa il rifacimento del manto del Buon Riposo, ci siamo dovuti allenare in altri impianti. E anche questo è un aspetto che non va bene; sono convinto abbia influito negativamente. Ho detto al presidente che in questa ultima parte della stagione ci dobbiamo allenare nel nostro stadio. Se poi si rovinerà qualche filo d’erba c’è un estate per risistemare le cose».
In tutta onestà, crede ancora che il Seravezza possa raggiungere i playoff?
«La situazione non è facile. Non dimentichiamo che per disputare i playoff il distacco tra la seconda e la quinta deve essere inferiore ai dieci punti. Noi al momento siamo a meno tredici dalla seconda e con cinque gare da giocare non sarà facile. Purtroppo non dipenderà solo dai nostri risultati ma anche da quelli di Camaiore e Real Forte. Ma intanto c'è da pensare alla gara di domenica».
Quando al Buon Riposo arriverà il Castelfiorentino. D’accordo nell'etichettare il match come decisivo?
«Sì, perchè il Castelfiorentino, che occupa il sesto posto della classifica, è una delle dirette avversarie nella lotta per arrivare ai playoff. Chiaro che dobbiamo vincere altrimenti la nostra stagione potrebbe essere chiusa».
La domenica successiva sarete di scena a Camaiore.
«Anche lì dovremo giocare per vincere. Ma una cosa per volta. Ora la testa deve andare solamente al Castelfiorentino».
Contro il quale come al solito dovrà fare i conti anche con i problemi di formazione.
«È un anno così. Abbiamo perso quasi subito Bugliani, uno che poteva essere un trascinatore visto come interpreta le partite. Poi a turno Filippi, Tozzi e Pegollo. Ora è fuori anche Romanini, un problema perché tra i difensori puri è rimasto il solo Bertoncini".
Chi vincerà il campionato tra Camaiore e Real Forte?
«Assegno il 51% delle possibilità al Real Forte perchè ha un calendario più agevole rispetto a quello del Camaiore, che però a mio avviso ha più giocatori rispetto al Forte che possono risultare determinanti. Il Pietrasanta? Quattro punti da recuperare ora sono tanti»,
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