Sicurezza
Per il Forte dei Marmi una doppia batosta
Il presidente Tosi: oltre all’obiettivo sportivo fallito subiamo un enorme danno economico per gli incassi mancati a causa della nostra eliminazione
FORTE DEI MARMI. È un boccone veramente amaro da digerire quello della Coppa Italia per il Forte dei Marmi: per il terzo anno di fila infatti i rossoblù si ritrovano a dover fare i conti con l'eliminazione preventiva (in questo caso addirittura ai quarti, mentre nelle passate edizioni la squadra era arrivata almeno alle semifinali) dalla competizione per il titolo nazionale che ancora manca nella bacheca della società di via Ferrucci. E per giunta nell'anno in cui la quattro-giorni hockeistica si è tenuta proprio tra le mura del palasport versiliese. Rivedendo dunque l'elenco degli obiettivi stilato ad inizio stagione (Supercoppa, Coppa Italia, terzo scudetto e Final Four di Eurolega) appare chiaro come anche quest'anno il Forte dei Marmi non potrà gioire appieno: e se non si può ancora parlare forse di stagione fallimentare con metà degli obiettivi in ballo, già da sabato prossimo (quando ci sarà il match di andata in Spagna contro il Vic) alta sarà la pressione sulla squadra del presidente Piero Tosi.
Presidente Tosi, la sconfitta ai quarti è un’enorme delusione per un Forte che ha puntato moltissimo sulla Coppa Italia quest'anno.
«Purtroppo sì: anche stavolta non siamo riusciti a sfatare questa maledizione. Quel che ci rimane è un grande sconforto perché al di là dell'obiettivo fallito c'è anche un enorme danno economico. Con l'uscita del Viareggio e del Forte, quella che poteva essere una manifestazione di gran richiamo per il pubblico locale non farà gli incassi auspicati. Come minimo si parla di 20mila euro di incassi mancati».
Parlando di danno economico, avete investito sulla Coppa anche per cercare uno sponsor futuro: c’è preoccupazione in questo senso?
«Puntavamo moltissimo a questo trofeo come biglietto da visita, anche perché garantisce l'accesso all'Eurolega il prossimo anno. E su questa qualificazione europea si baserà anche il mercato che vogliamo imbastire per la prossima stagione, non solo lo sponsor. Sicuramente i nostri piani per adesso rimangono gli stessi, ma dobbiamo mettercela tutta per centrare almeno la qualificazione all'Eurolega se vogliamo andare sul mercato con un progetto ambizioso».
E di Eurolega si tornerà a parlare sabato in Spagna: teme ripercussioni sul morale della squadra?
«Questo non lo so, ci incontreremo con i giocatori in settimana e ne parleremo. Ma la situazione è diametralmente opposta rispetto allo scorso anno, quando c'erano dissapori con l'allenatore e una forma fisica non ottimale».
Questa Coppa Italia ha lasciato molte amarezze a partire dai divieti. Ci sarà ancora la voglia di organizzare eventi del genere?
«Assolutamente no: Forte non si proporrà più a meno che non cambi qualcosa in maniera sostanziale. Non ci si può esporre per organizzare quello che poteva essere un evento di enorme richiamo per poi non poterlo vivere in tranquillità per via di divieti di trasferta e quant'altro. È un peccato, ma è una decisione che ho preso fin dalla vigilia di questa Coppa».
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