La manifestazione
Per Bresciani un compleanno da dimenticare
«Peggio di così non poteva andare, forse non sono riuscito a trasmettere quello che volevo ai ragazzi»
FORTE DEI MARMI. Probabilmente ieri sera Pierluigi Bresciani ha festeggiato il compleanno peggiore della sua vita. È infatti una comprensibile e devastante amarezza, unita alla profonda delusione per aver fallito non solo un obiettivo ritenuto tra i più importanti dell’anno ma di averlo fatto ai quarti di finale e di fronte al proprio pubblico, quella dipinta sul volto dell'allenatore del Forte dei Marmi al termine di un match equilibratissimo contro Bassano. Uscire sconfitto ai rigori per 8-7 contro una squadra che, se in Coppa Italia ha sempre vinto contro i rossoblù, in campionatoè sempre stata battuta, rende il rammarico per non aver sfruttato a dovere le tante occasioni avute ancora più pesante da sopportare.
«Peggio di così non potevo festeggiare il compleanno - ammette il tecnico fortemarmino - la partita si è messa sui binari sbagliati fin da subito con quell'autorete sfortunata per noi. Poi ci siamo rifatti sotto, ma di fatto siamo partiti con un enorme handicap che ci siamo portati dietro per tutta la partita, costretti sempre ad inseguire. Ci ha scombussolato tutti i piani difensivi che avevamo preparato in settimana, e anche quando ci siamo rimessi in parità è subentrata anche la sfortuna con un'infinità di pali e traverse. Però non deve essere una scusa - commenta - quello che ha inciso è che difensivamente abbiamo concesso troppo all'avversario».
Ma, al di là dei tatticismi, ciò che non ha funzionato nel Forte di ieri sera è sembrato essere anche l'atteggiamento, poco famelico contro un avversario che ha promesso battaglia fin da subito. «Mi assumo io la responsabilità di questo fallimento - dichiara Bresciani - forse non sono riuscito a trasmettere quello che volevo ai ragazzi: in settimana ero convinto che la squadra avrebbe reagito al meglio a questa pressione della Coppa, invece forse è avvenuto il contrario. La cosa mi spinge a fare un esame di coscienza sul metodo da usare in allenamento, dopo le delusioni di Supercoppa e ora della Coppa Italia. Ai tifosi dico solo questo: la squadra e io in primis siamo i più abbattuti da questa sconfitta, ora più che mai abbiamo bisogno del loro appoggio». (g.b.)
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