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E ora la minaccia dello sciopero del tifo

E ora la minaccia dello sciopero del tifo

Dura reazione del gruppo di ultras “La Squadraccia” alle critiche della società

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FORTE DEI MARMI. Ancora una volta c'è aria di litigio tra tifoseria e società negli ambienti dell'Hockey Forte dei Marmi: dopo la multa di 500 euro per via di un fumogeno acceso nel settore ospiti da alcuni ultras rossoblù, sembra infatti che un acceso diverbio sia scaturito tra una parte della tifoseria, il gruppo "La Squadraccia", e la dirigenza dell'HockeyForte. Tanto che il suddetto gruppo di ultras attraverso la propria pagina Facebook «si dichiara ufficialmente esasperato dalle continue critiche, ingiurie, offese e caccia alle streghe di tutti coloro che giudicano senza mai aver sostenuto la squadra, ma sollevando critiche dal pulpito radical chic sul quale siedono. Non tiferemo più... da oggi seguiremo l'Hockey Forte da un locale o da qualche amico, in santa pace senza venire attaccati ingiustamente ad ogni occasione». Concetto ribadito poi dalla visibile assenza nella curva ultras dei tifosi del gruppo "Squadraccia" durante il match Forte-Thiene. Partita durante la quale è arrivata anche la risposta "canora" della società, con il presidente Piero Tosi (chiamato ironicamente "grande ultras presidente" sui social) che al microfono ha intonato i cori insieme ai tifosi presenti al palasport. «Sui cori del presidente non mi esprimo - commenta ironico il ds Simone Mattugini, prima di tornare serio - personalmente ai tifosi che sui social hanno protestato mi sono rivolto fin da subito, sia come direttore sportivo che, al pari loro, come tifoso. In questo palazzetto purtroppo aleggia una malattia, che si chiama "permalosite cronica", che colpisce un po' tutti. Il settore degli ultras deve essere un "posto sacro" in cui ci sono cori e c'è del sano "casino", rispettando ovviamente i limiti del buon senso; chi non vuole cori e quant'altro, non deve stare con loro ma andare in altri settori degli spalti. Però anche gli ultras devono passare sopra, a mio avviso, a qualche parola detta forse in un momento di rabbia. Il presidente a Sarzana ha visto il fumogeno e sapendo che non possiamo regalare soldi in multe alla federazione si è sfogato. Ma si è trattato di un momento di rabbia che va contestualizzato: se chi si è offeso non vuol tornare, non saremo noi a pregare in ginocchio da loro». (g.b.)

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