Sicurezza
Andreozzi, una doppietta per brindare al debutto
La punta italo-cinese del Camaiore in campo dall’inizio per la squalifica di Tosi «Un esordio così non lo sognavo neppure. Pronto a fare da spalla a Federico...»
CAMAIORE. Anche se non ha ancora compiuto vent’anni (spengerà le candeline il prossimo 5 aprile) Lorenzo Andreozzi ha già ben chiaro quello che vorrebbe fare da… grande: il calciatore o il modello. O magari tutti e due, sulla scia di campionissimi come Beckham e Cristiano Ronaldo. Il physique du role non gli manca sia per calcare i campi di calcio che per sfilare su una passerella dell’alta moda. Saranno poi le capacità e anche il solito pizzico di buona sorte (che non guasta mai) ad indicare la strada maestra al ragazzo dagli occhi a mandorla. Quegli occhi a mandorla che piacciono tanto alle donne e che ha ereditato da mamma Fang, cinese di Canton, la quale va allo stadio assieme a papà Marco nella speranza di veder giocare il suo ragazzo. Il quale finora a dire il vero non ha trovato molto spazio nel Camaiore. E non poteva essere altrimenti, visto che Lorenzo ha davanti a sé non due attaccanti qualsiasi ma Federico Tosi e Tarantino che a dispetto degli anni continuano ad impallinare i portieri.
Ma dopo tanta attesa domenica è arrivato il suo turno e complice l’assenza dello squalificato Tosi, il tecnico Della Bona ha schierato Lorenzo fino dal fischio d’inizio. Ed il bomber lo ha ripagato segnando una doppietta nei primi venti minuti, una prodezza che non è servita ai bluamaranto per vincere la gara con La Portuale ma che ha fatto capire all’allenatore apuano di poter contare ad occhi chiusi su Lorenzo.
Camaiorese per parte di padre, tifoso da sempre della Fiorentina, Lorenzo vede la luce a Poggibonsi «mia mamma – racconta – ha scelto il parto nell’acqua» per poi passare i suoi primi due anni di vita in Cina. Quindi il ritorno a Camaiore dove ha iniziato a tirare i primi calci ad un pallone con il Pontemazzori. Di seguito il passaggio al Camaiore poi l’esperienza al Tau Calcio di Altopascio dove è rimasto per tre anni vincendo un campionato giovanissimi regionali e la classifica dei cannonieri con ventisette reti in altrettante gare. Quindi le stagioni con lo Stiava (dodici reti in quattordici gare), la Berretti del Viareggio e, nella passata stagione, il primo assaggio del calcio dei grandi con il Montemurlo, in serie D, formazione con la quale ha collezionato una manciata di presenze. Ad inizio stagione il ritorno al Camaiore.
Allora Lorenzo, prima presenza da titolare e due reti. Come esordio non c’è male.
«Un bell’esordio senza dubbio anche se prima di domenica avevo giocato due spezzoni di gara prima con il Castelfiorentino poi con l’Urbino. Nel mezzo purtroppo un lungo stop per un problema muscolare».
Quando hai saputo che saresti partito nell’undici titolare?
«Venerdì il mister mi aveva provato nella formazione titolare e allora anche se è bene non dare niente per scontato ho pensato che avrei avuto buone probabilità di partire dal primo minuto».
Due reti in poco più di venti minuti: ce le vuoi descrivere?
«Ho l’abitudine che quando un compagno calcia una punizione vado sempre verso il portiere per sfruttare eventuali respinte. E in pratica i miei due gol sono nati a seguito di due calci da fermo di Tarantino e Sireno respinti dal portiere».
Insomma due gol di rapina, da attaccante da area di rigore.
«Le mie caratteristiche principali sono la velocità e la rapidità. Posso giocare da seconda punta anche se ultimamente ho sempre giocato da prima punta. Ma per giocare a fianco di uno come Federico (Tosi, ndr) sarei contento anche di fare la spalla».
A proposito: la presenza di Tosi e Tarantino ti costringe a mordere il freno. Come stai vivendo la cosa?
«Diciamolo chiaramente: stare in panchina non fa mai piacere. Ma con due attaccanti della bravura di Tosi e Tarantino trovare spazio è difficile. Io comunque sono contento di poter carpire qualche loro segreto lavorandoci assieme durante la settimana o magari osservandoli dalla panchina la domenica».
A chi hai dedicato la doppietta segnata a La Portuale?
«A tutta la famiglia: papà Marco, mamma Fang, le mie sorelle Anna ed Isabella, i miei nonni Giorgio e Giuliana ma anche a tutta la squadra e al mister che mi ha dato fiducia».
Sul tuo profilo Facebook sono visualizzabili fotografie nelle quali assumi pose da… modello.
«Una mia amica mi ha parlato di un corso per modelle che aveva frequentato. La cosa mi ha incuriosito e così ho preso qualche lezione di portamento e poi mi sono fatto fare un book. Un primo impatto in quel mondo, poi vedremo se ci saranno degli sviluppi. Al momento questa attività non mi porta via molto tempo perché i servizi fotografici vengono fatti al sabato o al lunedì».
Ad un certo punto si impone una scelta: modello o calciatore?
«Un quesito al quale ora non saprei rispondere. O meglio se dovessi dare ragione al cuore direi il calciatore. Perché al cuore non si comanda ed io credo di avere un cuore a forma di pallone».
Speri di poter approdare nel calcio professionistico?
«Mi piace giocare a calcio perché mi diverto, ma è chiaro che spero di potermi togliere anche qualche soddisfazione professionale salendo tra i professionisti. Cercherò di mettercela tutta».
Visto che hai per metà sangue cinese nelle vene, cosa ne diresti di una esperienza nella Super League?
«Perché no. Potrebbe essere un’esperienza da provare».
Sei mai stati a vedere una partita del campionato cinese?
«Una delle ultime volte che siamo andati in Cina sono andato a Canton a vedere una partita del Guangzhou. C’era ancora Lippi in panchina».
E che idea ti sei fatto del calcio a quelle latitudini?
«A dire il vero non mi ha troppo entusiasmato. Tutto un altro calcio dovuto anche al fatto che il gran caldo non ti permette di giocare a ritmi elevati».
Tornando a casa: qual è la tua favorita alla vittoria finale del campionato di Eccellenza?
«Il Camaiore. Non voglio passare per tifoso. Lo dico perché finora nessuna squadra ci ha messo sotto».
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