Finanza
La punta biancoceleste che si ispira a Drogba
L’ultimo arrivato nel Pietrasanta ha subito fatto vedere tutto il suo valore «Non potevo chiedere di meglio per ripartire dopo la rottura con la Larcianese»
PIETRASANTA. Quando prima delle festività di fine anno il presidentissimo Ciaponi ha portato in biancoceleste Luca Raffi molti tra i tifosi del Pietrasanta si devono essere chiesti chi fosse questo giocatore. E il ragazzo venuto da Larciano ha risposto subito da par suo, ovvero da attaccante di razza, segnando all’esordio al “XIX Settembre” contro il Gambassi (gol da tre punti) e replicando domenica scorsa al Buon Riposo nel derby pareggiato con il Seravezza. Insomma con l’arrivo dell’attaccante che si ispira a Drogba il Pietrasanta ha indubbiamente rafforzato il potenziale offensivo ed ora Zanetti per far saltare le difese avversarie non dovrà affidarsi unicamente alle qualità realizzative di Fusco. Tra l’altro quello tra Raffi ed il super bomber biancoceleste è un tandem che si ricompone dopo quattro anni: i due erano stati infatti compagni di squadra nel Pelli Santa Croce anche se Raffi dopo qualche mese si fermò per infortunio. Ma chi è Luca Raffi, centravanti tutto potenza che per la prima volta sbraca in Versilia? Ventitrè anni massese, Luca tira i primi calci ad un pallone vicino a casa, a Romagnano. Poi all’età di dieci anni passa nelle giovanili della Lucchese dove rimane fino al 2008, anno del primo fallimento della società. Poi il passaggio all’Empoli ed il ritorno alla Lucchese dove, nel 2011, vive il secondo fallimento del club rossonero con il quale aveva stipulato un contratto per cinque stagioni. Un brutto colpo per il ragazzo che almeno in quel momento vede sfumare i sogni di poter esordire nel calcio professionistico. Riparte dal Pelli Santa Croce (in serie D) per un’esperienza poco fortunata causa anche un infortunio. Nell’estate del 2013 viene ingaggiato dal Montemurlo con il quale si toglie la soddisfazione di vincere il campionato di Eccellenza contribuendo al successo con sette reti. Nella stagione seguente passa al Lammari sempre in Eccellenza dove è tra i protagonisti del buon girone d’andata della formazione lucchese segnando sei reti una delle quali, nel novembre del 2014, consente ai lucchesi di battere proprio il Pietrasanta. In avvio della stagione attuale il tecnico Petroni lo vuole con sé alla Larcianese ma il matrimonio con i pistoiesi dura pochi mesi. Poi il passaggio al Pietrasanta.
Luca cosa è successo a Larciano?
«Mi dispiace che non sia andata come tutti speravamo, soprattutto per Petroni il mio allenatore a Lammari che mi aveva voluto una volta passato alla Larcianese. Purtroppo la stagione è iniziata male perché a settembre mi sono fermato per una pubalgia. Di seguito sono emersi alcuni problemi con la società e da qui la necessità di chiudere il rapporto».
E per fortuna è arrivata subito la chiamata del Pietrasanta.
«Sono stato veramente fortunato. Non potevo chiedere di meglio perché la società è ben strutturata e poi sono tornato vicino a casa».
Ti sei presentato subito alla grande ai tuoi nuovi tifosi con due gol in altrettante gare. Ti aspettavi un impatto del genere?
«Meglio non poteva andare. Mi sono trovato subito bene con il gruppo anche perché conoscevo già qualcuno dei ragazzi come ad esempio Fusco, Vita e Peselli. E poi considerato che ero reduce da un lungo stop non mi aspettavo certo un impatto del genere».
Ti sei posto un numero di gol al quale puntare?
«No. Più che ai gol, cosa comunque importante per un attaccante, voglio pensare a dare una mano alla squadra e soprattutto al mio compagno di reparto Fusco».
Come ti trovi con il bomber principe del Pietrasanta?
«Avevamo già giocato assieme seppure per poco tempo al Pelli Santa Croce. Cerchiamo di darci una mano per provare a scardinare le difese avversarie».
E con Cristiano Zanetti, personaggio che arriva da ben altre realtà?
«Ho avuto subito un buon impatto ed anche se sono a Pietrasanta da poco tempo direi che mi trovo bene».
In Versilia sei poco conosciuto: che tipo di giocatore è Luca Raffi?
«Sono una prima punta abbastanza potente che ha nel gioco aereo il suo punto di forza. Ho una buona elevazione e parecchio tempismo e questo mi aiuta molto».
Così, tanto per giocare, a chi ti accosti nel calcio dei grandi?
«Sono juventino e il mio idolo è Del Piero. Tra i giocatori del mio ruolo mi è sempre piaciuto Drogba».
Lo scorso anno hai vissuto questo girone dell’Eccellenza con il Lammari. Quali le differenze con il torneo in corso?
«Così come lo scorso anno è un campionato molto competitivo. Bello ed equilibrato. Lo scorso anno ci fu il duello quasi fino all’ultima giornata tra Viareggio e Ghivizzano, quest’anno credo che la lotta per la promozione diretta sia allargata a più squadre».
E naturalmente tra queste il Pietrasanta.
«Inutile dire che ce la metteremo tutta per centrare l’obiettivo».
Tra le vostre inseguitrici chi è a tuo avviso la squadra da temere maggiormente?
«Camaiore, Real Forte e Cuoiopelli sono tre squadre tra le quali è dura cercare di individuare la più forte. Senza dimenticare poi di mettere nel lotto anche il Seravezza».
Credi che alla fine i primi quattro posti della classifica potrebbero essere occupati dalle versiliesi?
«Non è un’ipotesi da scartare. Certo sarebbe una bella cosa».
A 23 anni si può ancora sognare di salire tra i professionisti?
«Sì. Anche perché se avessi smesso di sognare probabilmente avrei già lasciato».
Sinceramente credi di valere una serie D o una Lega Pro?
«Credo che sono gli altri a dover valutare la cosa. Io cerco sempre di impegnarmi al massimo».
Sei tra i tanti massesi che non hanno mai vestito la maglia bianconera. Ti dispiace?
«Credo che faccia piacere vestire la maglia della squadra della propria città. Però non ho mai ricevuto una chiamata dalla società».
Ti facciamo un augurio per il finale di stagione: Pietrasanta in serie D e Juventus campione d’Italia. Cosa rispondi?
«Che incrocio le dita dicendo che sarebbe una cosa molto bella».
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