Il lutto
L’allenatore del Versilia "salva" i rivali del Vela
Il team viareggino stava per perdere a tavolino la gara con Pontedera perché mancava il medico in panchina: al suo posto è andato Nicola Discepoli, coach dei neroarancio e... medico
PIETRASANTA. Fin troppo spesso in ambito sportivo si parla di gesti e comportamenti ai limiti della sportività o che sfociano palesemente nella scorrettezza più bieca. Ma c’è anche ben altro, come dimostra quanto accaduto sabato pomeriggio al palasport di Camaiore, dove si disputava il match valido per la 14ª giornata di basket maschile di serie D tra Vela Viareggio e Bellaria Pontedera. A pochi minuti dall'ora prevista per la palla a due che avrebbe dato inizio all'incontro la coppia arbitrale, i signori Celentano e Verdi della sezione di Arezzo, hanno riscontrato un'irregolarità nello staff dei bianconeri: era assente il responsabile medico, obbligatorio su ogni panchina, pena l'assegnazione a tavolino della vittoria agli avversari.
«Ci avevano dato soltanto tre minuti di margine - racconta il presidente viareggino Alfredo Bonuccelli - avevamo praticamente perso le speranze quando è accaduto l'impensabile». Giunto al palasport per tutt'altro motivo, a prestarsi al compito di salvare Vela e permettere ai bianconeri di disputare la gara in modo regolare è stato niente meno che Nicola Discepoli, di professione medico odontoiatra e anche allenatore di Versilia Basket, la squadra di Pietrasanta che con i viareggini non solo ha un'accesissima rivalità che dura da anni ma anche un conto in sospeso piuttosto recente dato che meno di una settimana fa, in occasione del derby, era uscita sconfitta di fronte al proprio pubblico.
«Il mio gesto è stato assolutamente normale - spiega il coach dei neroarancio - ancora non mi rendo conto del perché ha assunto questa gran risonanza: mi sono addirittura arrivati messaggi di congratulazioni e sostegno da amici e giocatori di altre squadre toscane. Per me è stata la cosa più semplice e naturale del mondo aiutare una squadra in difficoltà che altrimenti avrebbe dovuto lasciar partita vinta agli avversari: inoltre conosco Colombi e diversi giocatori di Vela da tanto tempo, per cui rivali in campo ma amici appena suona la sirena».
Un racconto di grande sportività quello di Discepoli, che tra l'altro ha rischiato anche di far tardi alla partita della sua squadra (impegnata a Livorno la stessa sera, solo qualche ora più tardi). «Mi trovavo a Camaiore per vedere i primi due quarti al massimo - racconta - e soprattutto per visionare Pontedera con cui ci giochiamo uno scontro salvezza tra un paio di giornate. Invece quando sono arrivato Andrea Simonetti mi ha subito visto e mi ha spiegato la situazione: ho visto che avevano bisogno di un medico, e io ero lì per cui mi sono autenticato all'arbitro e mi sono seduto in panchina con loro: tra l'altro il direttore di gara non mi ha permesso di andarmene nemmeno prima del supplementare, quando era arrivato anche il loro responsabile, per cui mi sono goduto tutta la partita. Vedere la felicità nei loro sguardi e la loro gratitudine mi ha ripagato abbondantemente».
Una felicità comprensibile, dato che Vela ha messo in campo la miglior prestazione della sua stagione vincendo una gara combattuta anche all’extra time e guadagnando due punti importantissimi: e tutto grazie alla sportività dell'eterno rivale per eccellenza. «Non mi è nemmeno venuto in mente la questione dei due punti, e sinceramente non mi importa - ammette Discepoli - le partite si vincono sul campo, e Vela meritava di vincere per quello che ho visto. Non mi pento affatto di questo favore: anche perché - scherza - Colombi mi ha pure promesso una cena di pesce che non tarderò a farmi offrire».
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