Sicurezza
Fusco finisce nell’occhio del ciclone
«Ho fatto solo il mio lavoro di attaccante: la palla era in gioco e ho giocato»
PIETRASANTA. Gli animi rimangono accesi anche negli spogliatoi dopo il termine di Serapozzi-Pietrasanta, il derbissimo versiliese concluso in parità (2-2) e cui hanno fatto seguito numerose proteste, tutte incentrate su un unico episodio: il gol dell’attaccante Paolo Fusco realizzato mentre era rimasto a terra, dopo un contrasto in area, il difensore seravezzino Peli. Un gesto di fair play mancato (nonostante il regolamento non obblighi nessun giocatore a mettere la palla in fallo laterale nel caso in cui un avversario rimanga steso a terra: per questo il gol è stato validato correttamente dall'arbitro), questo accusano dal lato del SeraPozzi, ma lo stesso attaccante biancazzurro racconta una versione diversa dei fatti.
«Nell'azione prima a quella del mio gol così tanto contestato - spiega Fusco - Bertoncini si è lamentato con l'arbitro perché ha interrotto una sua ripartenza a centrocampo in quanto c'era un giocatore a terra. Allora io stesso sono andato da Mirko (Bertoncini) mettendomi d'accordo con lui, come di solito si fa, per non fermarci più nel gioco se non in caso di fischio arbitrale. Da lì in poi ho fatto solo il mio lavoro di attaccante: la palla era in gioco e ho giocato».
Perentorio sull’episodio il presidente Carlo Ciaponi: «C’è una terna arbitrale in campo: se nessuno segnala di fermare il gioco, perché una punta deve fermarsi davanti a una chiara occasione da gol? Assurdo: si stanno esacerbando gli animi senza motivo». (g.b.)
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