Gioco
Stefano, cuore bianconero «Io al Viareggio? Magari»
Marinai fa gol, tifa per la Juve e per la squadra della sua città, in cui è cresciuto «Quelli come me vengono spesso dimenticati. E invece potremmo dare tanto»
VIAREGGIO. Tra i protagonisti del successo del Sestri Levante nel derby di Vado c’è Stefano Marinai, che ha realizzato il secondo gol per i “corsari” liguri (il quarto personale in campionato), formazione nella quale è approdato all’inizio della stagione corrente. Ventidue anni, ala destra o attaccante esterno nel glossario del calcio odierno, è uno dei tanti ragazzi viareggini in giro per la penisola ai quali piacerebbe da matti vestire il bianconero della squadra della loro città, ma che regolarmente non vengono mai presi in considerazione. Per la verità Stefano al Viareggio c’è stato, per sei anni, facendo tutta la trafila fino alla Berretti, ma al momento giusto l’amore non è sbocciato.
Cresciuto tra i ragazzi del National (Sauro e Maxime Del Chiaro, Bonetti e Beconi i suoi primi allenatori) e dopo le stagioni con il Viareggio, ha esordito nel calcio dei grandi, in serie D con la Massese, tre anni fa, per poi passare a completare la stagione 2012/2013 nel Forcoli sempre in serie D. Ma il suo campionato più importante lo ha vissuto lo scorso anno con il Mezzolara (sempre nella quarta serie nazionale), con il quale ha messo a segno sette reti in ventuno gare. Un buon bottino, se si considera che tra dicembre e marzo è dovuto rimanere ai box causa la rottura dei legamenti della caviglia sinistra. Le sue buone prestazioni non sono comunque passate inosservate ai dirigenti del Sestri Levante che hanno costruito una squadra in grado di lottare anche nel torneo in corso per qualcosa di importante.
Stefano, dopo la buona stagione a Mezzolara ti aspettavi di finire al Sestri Levante?
«No di certo. Ma è successo tutto alla svelta. Mi hanno cercato e nel giro di tre o quattro giorni ho detto sì. E visto come stanno andando le cose direi che non posso che essere contento».
Un avvio di stagione importante: quattro reti per un attaccante esterno quando non siamo ancora a metà campionato sono un buon bottino.
«Dopo un inizio al rallentatore la squadra ha iniziato a carburare ed anch’io ho migliorato le mie prestazioni. Nelle ultime cinque gare abbiamo vinto quattro volte e pareggiato una senza subire reti, siamo la squadra che dopo il Parma ha incassato meno gol in Italia. Per noi ogni domenica è una battaglia perché il Sestri Levante a livello di serie D è una società importante ancor di più dopo la vittoria nei playoff lo scorso anno».
Come ti trovi con il tecnico Gabriel Raimondi?
«È un grintoso come tutti gli argentini. Non è cambiato da quando stava in campo. E’ un gran lavoratore ed essendo stato un difensore capisce l’importanza di quel reparto al quale dedica una cura ancora maggiore. E come detto i risultati si vedono».
Sei nato centrocampista ma nelle ultime stagioni hai sempre giocato da attaccante esterno. Credi che sia il tuo ruolo definitivo?
«Sì, perché ormai da tre campionati vengo impiegato come attaccante di fascia destra e mi trovo bene anche perché essendo mancino cerco sempre di accentrarmi per arrivare al tiro».
Lo scorso anno a Mezzolara hai giocato a fianco di Bazzani, come ti sei trovato con uno che ha vestito anche la maglia della Nazionale?
«A 38 anni era all’ultima stagione da calciatore. Ma nonostante questo si impegnava molto ed era sempre prodigo di suggerimenti. Devo dire che da lui ho imparato molto».
Nel girone del Sestri ci sono altri due viareggini in…trasferta: Francesco Buglio, tecnico dell’Acqui, e suo figlio Angelo che gioca nell’Oltrepo Voghera. Due ex bianconeri come te.
«Proprio all’Acqui ho segnato due reti. Per quanto riguarda il bianconero del Viareggio, ho il rammarico di non essere arrivato alla prima squadra. Nell’anno in cui avrei potuto firmare il contratto Cuoghi mi ha portato in ritiro, ma non stavo bene. Solo alla fine del ritiro mi sono accorto che avevo la mononucleosi, ma ormai le scelte erano state fatte».
Perché secondo te troppo spesso i giocatori viareggini non vengono presi in considerazione dal Viareggio?
«Non lo so. Purtroppo spesso vengono dimenticati. Ed invece io credo che avere una rosa formata con parecchi giocatori della nostra città servirebbe a portare un po’ più di gente allo stadio, oltre che a limare i costi di gestione».
Comunque una maglia bianconera la indossi: quella del Viareggio beach soccer.
«Per un paio di mesi durante la sosta estiva, prima di iniziare il ritiro, mi diverto con mio fratello Simone e gli altri amici. Del resto da buon viareggino vedere un pallone che rotola sulla spiaggia senza corrergli dietro è un po’ difficile».
Facendo le debite proporzioni a quale giocatore ti senti di assomigliare?
«Nessuno in particolare. Anche se da sempre, da buon juventino, il mio idolo è Del Piero».
Ti sei prefissato una quota di reti da raggiungere?
«No. Vado avanti partita per partita. Mi auguro di segnarne il più possibile anche se sono cosciente del fatto che non sono il terminale offensivo della squadra. Va detto però che per il tipo di gioco praticato dalla mia squadra un po’ tutti abbiamo la possibilità di arrivare in zona gol».
La domanda finale è quasi d’obbligo: speri ancora di arrivare tra i professionisti?
«A 22 anni si può ancora sperare ci mancherebbe altro. Io credo di avere ancora margini per poter migliorare e dunque mi auguro di poter salire un gradino. Intanto devo pensare a fare bene questo campionato».
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