Gioco
Tc Italia, una finale firmata Volandri
Decisiva l’impresa del livornese contro Fognini: «Mi sono rifatto dell’andata»
FORTE DEI MARMI. C'è stato un preciso momento in cui il Tennis Italia si è aggrappato a Filippo Volandri. Domenica il Park Genova stava conducendo 2-1 ed in campo, opposto al livornese, c'era Fabio Fognini, numero 21 della classifica mondiale. Se - come da pronostico - fosse stato quest'ultimo a imporsi, per il team di Sergio Marrai le speranze di raggiungere la finale si sarebbero paurosamente avvicinate allo zero. Dopo il primo set, vinto da Fognini 7-5, aveva fatto temere il peggio. E' stato proprio in quella fase, attorno all'ora di pranzo, che un Volandri dannatamente affamato ha sbranato il più quotato avversario, rifilandogli un sonoro doppio 6 -1. Da lì il confronto ha assunto tutta un'altra piega, il Tennis Italia, scacciata la paura, è tornato a farla da padrona.
Una di quelle domeniche in cui festeggiare è lecito, purché con parsimonia, perché alle porte, sabato e domenica, c'è la finalissima con il Circolo Aniene. Per la terza volta negli ultimi cinque anni il team di Sergio Marrai raggiunge l'ultimo atto della competizione. E a Montecatini sarà seguito da un nutritissimo gruppo di spettatori. Filippo Volandri sa come si vince il campionato di A1. Sono addirittura sette i trionfi personali del livornese, il primo risale al 1999. «Siamo stati bravi tutti - afferma Volandri condividendo i meriti del successo -, Fognini non era al 100%, io invece stavo molto bene. E' chiaro che bisogna saper sfruttare a proprio favore queste situazioni. E poi all'andata avevo perso giocando male, mi rodeva un po' quella sconfitta. Sono rimasto concentrato al punto che dopo la vittoria in singolare non ho esultato, mi sono tenuto tutto dentro perché c'erano ancora i doppi da disputare».
Non avrà dalla sua i favori del pronostico il Tennis Italia in una finale dalle molteplici insidie: «La superficie (il cemento indoor) non ci agevola - ammette -, incontriamo una squadra che dispone di giocatori che hanno una classifica migliore della nostra, ma a noi le finali piacciono. E' il gruppo la nostra vera forza: ogni volta c'è sempre qualcuno che dà qualcosa in più. E se dovesse andar male, ci riproveremo nel 2016, tanto io da qui non mi muovo».
Gabriele Noli
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