Sicurezza
Mengali, una carriera ricca di gol (e infortuni)
Il bomber di Piano di Conca ha firmato una doppietta contro il Città di Castello «Con lo Scandicci spero finalmente di fare il grande salto fra i professionisti»
VIAREGGIO. E’ una bella storia quella di Federico Mengali. La storia di un ragazzo che ama il calcio e che non ha mai smesso di sognare l’approdo tra i professionisti. Una storia che vale la pena di essere raccontata proprio con le parole del giovane attaccante massarosese in forza allo Scandicci. «Il calcio ti può dare tanto ma non devi mollare mai. Treni ne possono passare tanti e continuando a lavorare con impegno puoi provare a salirci sopra». E’ una testimonianza che Federico vuole portare a quei giovani calciatori che mollano la presa alle prime difficoltà.
Federico ha dovuto superare svariate vicissitudini, ma crede ancora di poter staccare un… biglietto sul treno che porta al calcio professionistico. E la stazione, quella di Scandicci, potrebbe essere quella giusta per il ventiseienne centravanti di Piano di Conca per partire verso altri lidi. Dopo un inizio di stagione non troppo fortunato, il nostro ha infatti ingranato la marcia giusta andando a segno quattro volte nelle ultime quattro gare: Il primo gol proprio a Viareggio (su calcio di rigore) poi ancora un gol al Foligno e quindi la doppietta nell’ultimo turno contro il Città di Castello.
Federico partiamo dall’inizio, dalle tue prime esperienze calcistiche.
«Ho iniziato a giocare con lo Stiava poi sono passato all’Empoli con il quale sono arrivato fino alle soglie della Primavera ma…».
Arriva la prima delusione. Cosa è successo?
«Facevo tante reti ma dal punto di vista fisico crescevo poco e allora l’Empoli mi ha parcheggiato per una stagione al Tau Calcio. Insomma una mezza delusione».
Poi dal Tau di nuovo allo Stiava.
«Faccio l’esordio in Prima Categoria dove nella stagione d’esordio realizzo 17 reti. Poi mi viene proposto, nella stagione seguente, di andare in Puglia, in Eccellenza».
Perché così lontano da casa?
«Perché mi assicurano che il direttore sportivo di quella squadra, il Sogliano, avrebbe potuto farmi ingaggiare da una formazione della serie B in Belgio. Quindi vado in Puglia e nelle prime sei partite vado a segno sette volte. E arriva effettivamente anche l’opportunità di andare in Belgio, al St. Gilloise dove resto in prova per due settimane. Ma poi per problemi di tesseramento la cosa sfuma e me ne torno a casa».
Con quale spirito hai compiuto il viaggio di ritorno?
«Guarda, in quei giorni volevo smettere. Però siccome nella vita come nello sport non bisogna mai mollare riparto ancora da Stiava. E siccome a 21 anni si può e si deve ancora sognare, decido anche si riscattare il mio cartellino per essere padrone del mio destino».
Di seguito arrivano le stagioni con Monsummano e La Portuale: gol a grappoli, ma anche un serio infortunio che sembra far calare il sipario sulla tua carriera.
«Dopo una buona stagione al Monsummano in Eccellenza con dodici reti ricevo la chiamata de La Portuale in Promozione. La stagione inizia alla grande: quindici reti in altrettante gare poi la solita sfortuna. Per due volte mi saltano i crociati del ginocchio destro. Ma nonostante i gravi infortuni non mi perdo di coraggio, recupero bene dall’infortunio e la stagione seguente sono a Pietrasanta».
Un buon campionato, secondi solo al super Ponsacco.
«Una stagione importante, a fianco di un bomber come Fusco, che ci vede secondi solo ad un Ponsacco stellare. Vado a segno tredici volte».
Il resto è storia recente. Nell’estate del 2014 il passaggio alla Civitanovese poi a dicembre dello stesso anno vai allo Scandicci la tua attuale squadra.
«Sono stato per tre mesi alla Civitanovese (segna il suo primo gol in categoria, ndr) una piazza dove il calcio è molto seguito. Peccato che la società ha problemi economici e allora a dicembre passo alla Scandicci (dove realizza cinque reti, ndr) che mi ha confermato anche per questa stagione. Una società nella quale mi trovo molto bene».
Pietrasanta a parte, hai sempre giocato fuori piazza. Perché nessuna tra le altre squadre versiliesi ti ha mai cercato?
«A dire il vero in passato Real Forte dei Marmi e Camaiore mi hanno cercato, ma io volevo provare a giocare in contesti anche lontani dal nostro e in campionati più seguiti come la serie D, un torneo vero che si gioca anche in città importanti».
Non ti ha mai cercato nemmeno il Viareggio?
«C’è stato un contatto. Ma poi sono state fatte altre scelte. Di certo al Viareggio ci sarei venuto volentieri».
Domenica è arrivata la prima doppietta in categoria. Sensazioni?
«Belle. Peccato che i miei gol non sono serviti per vincere. Comunque l’importante è che sto bene fisicamente ed il morale è alto».
Quante reti ti sei prefissato come obiettivo?
«Andare in doppia cifra è l’ambizione di qualsiasi attaccante».
Che tipo di giocatore è Mengali?
«La mia caratteristica migliore è quella di sapere attaccare la profondità. Mi posso adattare a giocare sia da prima che da seconda punta come ho fatto in questa stagione».
Sinceramente credi ancora di poter approdare in Lega Pro?
«Ci conto. Sono un tipo ambizioso e se non credessi più in quello che faccio smetterei subito».
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