Il Tirreno

Versilia

Il derby di Cupisti: «Forte favorito, ma sfida in bilico»

di Gabriele Buffoni
Il derby di Cupisti: «Forte favorito, ma sfida in bilico»

L’attuale allenatore del Sarzana è un doppio ex: «Con il rientro di Montigel gara molto più equilibrata»

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FORTE DEI MARMI. Non ci sarà Alessandro Cupisti, ex giocatore e poi allenatore di Forte e Cgc Viareggio (squadra con cui ha appeso infine i pattini al chiodo), sugli spalti del palasport di Vittoria Apuana quando martedì (ore 20.45) le due eterne rivali dell'hockey su pista toscano si affronteranno nel primo atto ufficiale (in questa stagione) del derby più sentito della Versilia e certo uno dei più importanti (se non il principale) del panorama italiano: il suo Sarzana infatti sabato sarà impegnato a difendere il 3-1 di partenza nel match di ritorno del primo turno di Coppa Cers sulla pista di Düsseldorf (Germania) contro i locali, per poi scendere in campo martedì nel recupero di campionato contro Valdagno sulla pista ligure del "Vecchio Mercato". Eppure anche lui, versiliese doc con il cuore diviso tra bianconero e rossoblù, non può non avvertire la "febbre del derby" che sta pian piano salendo in questa settimana di attesa.

Mister Cupisti, lei ed il Sarzana avete già incontrato Forte e Cgc in precampionato, e addirittura i rossoblù già in via ufficiale (contro Viareggio invece giocherà sabato 5 dicembre, ndr): che derby si aspetta visto il cammino di queste due formazioni?

«Un derby molto tirato, come tutte le partite di questo genere, anche se per me Forte dei Marmi mantiene il favore del pronostico. Al Centro però rientra Montigel, e con lui Ale Bertolucci può risistemare la squadra dandogli un'altra quadratura sia a livello offensivo che difensivo; d'altronde non vince sempre il più forte, l'anno scorso lo si è visto. Ed anche la finale scudetto il Forte l'ha vinta alla quinta gara quando sulla carta avrebbe dovuto festeggiare già alla terza».

Qualcosa però è cambiato dalla scorsa stagione: ad esempio il gioco del Forte.

«Senza dubbio, ma bisognerà vedere se il lavoro di Bresciani darà frutti. Sicuramente è un Forte diverso: l'anno scorso era un rullo compressore, quasi impossibile da contenere, eppure è stato battuto dal Cgc più volte durante l'anno. Quest'anno invece gioca con una mentalità diversa, meno Gil-dipendente se vogliamo, tant'è che finora, per essere la stella della squadra, l'ho visto segnare poco. Difficile dare una lettura adesso, positiva o negativa, ma resta il fatto che la serie A1 quest'anno è più livellata, con squadre come Breganze, Matera e soprattutto Lodi che insidiano la leadership del Forte che la passata stagione sembrava assoluta».

Indubbiamente, anche per l'assenza di Montigel, il Cgc sta attraversando un periodo non facile.

«Ogni campionato è diverso: Ale Bertolucci la scorsa stagione ha compiuto quello che non stento a definire un miracolo, portando una squadra priva di campionissimi a strappare quasi lo scudetto dalle mani dei favoriti. Chiaramente adesso ripetersi è un'impresa per il Centro, ma attenzione: nel torneo di precampionato Viareggio ha già dimostrato di avere le carte in regola per replicare una grande stagione, non è da sottovalutare solo per un inizio di campionato non proprio roseo».

L'inserimento di Jepi Selva nella rosa bianconera potrebbe essere l'arma in più del Cgc contro il Forte che è mancata l'anno scorso?

«Selva è un valore aggiunto, su questo non si discute, e si è integrato benissimo da quanto ho visto nel telaio de Centro. Però ci andrei cauto: un derby è sempre un derby con stimoli che sovvertono i normali valori in campo. Potrebbero esserci sorprese da chi ce le aspettiamo di meno».

Chi vincerà martedì secondo lei?

«Non si può fare un pronostico secco, come ogni derby è un 50 e 50. Però sono sicuro di una cosa: sarà un match molto tattico, ma solo finché rimarrà su binari ordinari. Non appena gli equilibri si spezzeranno, con una delle due squadre che cercherà di allungare il vantaggio, la gara esploderà in una goleada furiosa. Fondamentali saranno i due portieri Barozzi e Stagi nell'evitare che questo accada alla propria squadra».

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