Gioco
La vita di Federico sospesa tra Versilia e Australia
Da una settimana è tornato da Brisbane dove a gennaio era andato a giocare a calcio. «Non so ancora se ripartirò»
VIAREGGIO. Federico Tettamanzi è un ventenne viareggino che, coltivando il sogno di giocare a pallone, ha lasciato l’Italia per andare a misurarsi - non solo dal punto di vista sportivo - con una realtà molto lontana: l’Australia. Nel gennaio scorso ha salutato i familiari - il papà Leonardo lavora nel ristorante di un albergo di Lido di Camaiore - la squadra del Seravezza - era il capitano della formazione juniores - e dopo un viaggio di trenta ore ha raggiunto la terra dei canguri, dove abita una zia. Appena arrivato si è sottoposto a una serie di provini, fino a quando è stato ingaggiato dall' University of Queensland, squadra di Brisbane che milita nel campionato di Seconda Divisione.
Com’è stato l’incontro con il calcio australiano?
«Il primo mese è stata davvero dura, difficile abituarsi a un gioco così duro, anche perché gli arbitraggi sono all'inglese, non esistono simulazioni. Ci ho provato, abituato al nostro calcio, mi sono dovuto subito adeguare. Poi non conoscendo la lingua era difficile capire e farsi capire».
La mattina lavoravi, poi nel pomeriggio gli allenamenti?
«Sì, aiutavo gli zii nel locale di famiglia, un ristorante, mentre nel pomeriggio mi allenavo e per raggiungere il campo dovevo prendere la barca. Dopo i dubbi e le perplessità iniziali, sono riuscito ambientarmi. Nell'esordio in amichevole ho siglato una doppietta decisiva e dopo pochi giorni ho ricevuto la lettera della società per l'ingaggio. In Australia sono stato bene, il campionato riprenderà a fine gennaio, ho un'opzione per la conferma. Una volta tornato in Italia ho avuto qualche proposta che devo valutare, per chiudere la stagione agonistica italiana per poi ripartire per l'Australia, oppure farlo a gennaio».
Nei giorni scorsi ci sono state le stragi di Parigi, anche in Italia cresce la paura. In Australia da questo punto di vista com'è la situazione?
«Quello che è avvenuto in Francia è atroce, in Australia sembra di essere in un mondo completamente diverso. Chi sbaglia paga davvero, la polizia è temuta. Tutti, compresi gli stranieri, sanno cosa possono o non possono fare, consapevoli delle conseguenze a cui vanno incontro se trasgrediscono le regole. Ecco dall'Australia in Italia e in Versilia dove vivo, importerei questo, in modo che anche qua si possa uscire, specialmente di sera tranquilli senza rischiare. Pur essendo tanti chilometri distante, attraverso internet, e anche tramite il sito del vostro giornale ho sempre seguito quotidianamente quello che accade in Versilia, in qualche modo, anche quando ero lontano, mi sono sempre sentito come a casa».
Roy Lepore
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