Sicurezza
Diletta Carli, vittoria e record negli 800: «Ma io li soffro»
VIAREGGIO. Quando cominciarono a circolare le prime voci sulla data del ritiro di Federica Pellegrini, con esse si era scatenato un tormentone: trovare la sua erede. In moltissimi avevano rinunciato...
VIAREGGIO. Quando cominciarono a circolare le prime voci sulla data del ritiro di Federica Pellegrini, con esse si era scatenato un tormentone: trovare la sua erede. In moltissimi avevano rinunciato a priori, convinti che la “divina Fede” fosse una specie unica nel suo genere e come tale, insostituibile. Sino a qualche tempo fa a questo casting partecipava pure Diletta Carli, una delle staffettiste d'oro agli Europei di Debrecen del 2012 in vasca corta. Non era ancora maggiorenne e doveva trovare la sua strada. Ha scoperto, col passare dei mesi e delle gare, che il meglio poteva offrirlo su distanze più lunghe: i 400 e pure gli 800. Il paradosso è che non tutto ciò che le riesce bene, le piace. «È una gara che soffro», ammette. Eppure qualche minuto prima l’aveva vinta, con un crono che almeno resterà impresso negli archivi, se proprio la sua testa lo rifiuta a priori. Soltanto Alessia Filippi e Federica Pellegrini, in vasca corta, hanno nuotato più forte di lei in tutta la storia del nuoto azzurro. «Mi sto adattando ai nuovi ritmi - sottolinea la Carli - faccio parte di un gruppo che copre distanze più lunghe, il chilometraggio è maggiore e agli allenamenti specifici sulla velocità li svolgeremo in seguito». Autosospende il giustizio, Diletta. Che non compie alcuna valutazione sulle sue prestazioni («Dovete chiedere al mio allenatore»). Coi 400 stile, la distanza che preferisce, appuntamento a questa mattina. «È quella che mi piace di più, nella quale so esprimermi meglio». Ed è pure quella che in prospettiva può regalarle le gioie più grandi.
Magari, la partecipazione alle Olimpiadi: «A Rio ancora preferisco non pensarci. Voglio allenarmi con costanza per migliorare sempre di più». Il suo primato (4'05''49) è pressoché identico al tempo di qualificazione per la rassegna a cinque cerchi dell'estate prossima. Orizzonte troppo lontano per chi vuole assaporare ogni gara senza bruciare le tappe. Ah, che bella età. Tanto che la Pellegrini, per sua stessa ammissione, si stupisce ogni volta, ritenendo forse che Diletta sia più grande, forse per la serietà e l’abnegazione che ci mette ogni giorno. Carli testimonial di un messaggio di per sé chiarissimo: «Spero che il meeting torni a Viareggio, nella piscina che per me è una seconda casa. La città deve rialzarsi». ALTRO SERVIZIO NELLO SPORT
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