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Giorgini, l’uomo in più del Tennis Italia

Giorgini, l’uomo in più del Tennis Italia

Utilizzato con il contagocce, la sua esperienza sarà preziosa nella fase finale

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FORTE DEI MARMI. Una bilancia, due piatti: sul primo il rendimento eccellente di squadra, sul secondo un utilizzo col contagocce. Interessi di squadra “contro” quelli personali. Se ci fosse da scegliere, Daniele Giorgini lo farebbe senza alcuna esitazione. Il Tennis Italia avanti a tutto. E non per pura convenienza. Il rapporto tra il giocatore e il circolo fortemarmino è di quelli puri e genuini, non dettati da logiche di mera convenienza. Con l'arrivo di Matteo Viola, per Giorgini lo spazio a disposizione è diminuito, in singolare azzerato. Gli resta il doppio, nel quale il capitano non giocatore Andrea Parenti non lo schiera per una forma di riconoscenza, ma perché sa che quando a dividersi il campo si è in quattro e non in due, l'apporto che Giorgini può dare è di quelli che fanno parecchio comodo e che non si trascurano. «Cerco sempre di mettermi a disposizione della squadra non solo durante le partite ma anche in settimana. Dispiace non poter giocare in singolare, ma so che chi lo fa al posto mio dà il massimo per il bene del gruppo». Col Tennis Italia ad un centimetro dalla qualificazione, Parenti punterà su Giorgini, elemento di esperienza che sa come si vincono i campionati. «Il nostro potenziale lo conosciamo, ci sono altre due squadre attrezzate per arrivare in fondo, intanto prendiamoci la qualificazione». A fine anno si ritirerà dall'attività agonistica, ma non abbandonerà certo il mondo del tennis. «Comincerò ad allenare, anche se vorrei partecipare ancora alla A1». Col Tennis Italia? «Devo ancora parlare con Sergio Marrai». (g.n.)

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