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La strigliata di Bresciani: mancata la cattiveria

La strigliata di Bresciani: mancata la cattiveria

Le parole dell’allenatore dei campioni d’Italia tra amarezza e rabbia per il risultato sfumato

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FORTE. Amarezza e rabbia. È dipinto a tinte forti il volto di Gigio Bresciani all'uscita dello spogliatoio del suo Forte dei Marmi, sconfitto sulla pista amica del PalaForte di Vittoria Apuana nella prima partita ufficiale di questa nuova stagione. Che per i rossoblù campioni d'Italia in carica, e così pure per il loro neo-allenatore, è iniziata proprio nel peggiore dei modi: vedere alzare la Supercoppa Italiana agli ospiti veneti del Breganze è stato per i fortemarmini un boccone amaro da digerire, specialmente perché arrivato con il ribaltamento di un risultato che li vedeva in vantaggio di ben due lunghezze. «Non sono arrabbiato per quanto ha dato la mia squadra in pista - chiarisce subito Bresciani - ma per il risultato. Ci è mancata la cattiveria sul 3-1 di chiudere la partita: è stato l'errore fondamentale. Poi loro sono riusciti a riaprire la partita e a vincerla sull'onda dell'entusiasmo, ma in realtà secondo me non se la meritavano poi così tanto. Il loro successo deriva dai nostri errori: abbiamo fatto tutto noi - dichiara il tecnico rossoblù - prima portandoci in vantaggio e poi buttando via la partita. Non so se il calo del finale sia solo fisico o anche psicologico: sicuramente in settimana ne parlerò con i ragazzi, vedremo di rianalizzare la partita proprio partendo da questo. Per quanto riguarda la forma dei giocatori, è normale ad inizio stagione non essere al top: quello che ci serviva era più voglia di vincere negli ultimi minuti. Mi è già successo di perdere una Supercoppa così, poi ha portato fortuna: non resta che continuare a lavorare. Se ci fosse stato Gil? Non c'era - risponde secco Bresciani - e non ci sarà nemmeno sabato: non mi pongo la domanda».

Festa grande invece dall'altra parte del palazzetto, dove davanti al settore ospiti i rossoneri di mister Mirco De Gerone alzano la loro prima Supercoppa. «Non mi aspettavo questa vittoria - ammette il tecnico del Breganze - sono fortunato perché raccolgo i frutti del lavoro svolto anche da Cabestany l'anno passato. Il Forte è più attrezzato di noi, ma non abbiamo rubato nulla. La partita era molto equilibrata, ci sono stati degli episodi e anche i nostri avversari avrebbero potuto chiudere la partita. Non abbiamo voluto chiuderci in difesa, come forse si aspettavano tutti - spiega De Gerone - ce la siamo voluta giocare a viso aperto e alla fine ha fatto la differenza». Il neo-tecnico breganzese dunque entra alla sua prima uscita ufficiale nella storia della società rossonera. «Potrei dire che con questo trofeo per quest'anno abbiamo fatto il nostro - scherza l'ex allenatore del Trissino - ma non sono così stupido. È un buon inizio: non puntiamo a vincere nulla di particolare ma questo gruppo ha grandi potenzialità di crescita, specie per quanto riguarda i giovani. De Oro e Gimenez? Sono stati inarrestabili e determinanti: De Oro in pista non mette solo il cuore ma anche qualcos'altro. Alvaro si è inserito benissimo nel gruppo e, come si è visto, in una squadra come questa dà la scintilla in più che serviva per vincere. Di loro difficilmente si può fare a meno anche per i nostri impegni futuri».

Gabriele Buffoni

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