Il Tirreno

Versilia

calcio: l'intervista

Dati, il principe del gol che fa sognare Capezzano

di Massimo Guidi
Dati, il principe del gol che fa sognare Capezzano

Spera di duellare per la classifica cannonieri con il compagno Ceciarini e crede molto nella squadra: «Dove possiamo arrivare non lo dico, per scaramanzia»

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sette reti in cinque gare ufficiali: tre in Coppa Toscana (doppietta al Montignoso e singolo al Bozzano) e quattro in campionato (un gol a Poveromo e Monsummano e una doppietta al Marlia). Insomma Andrea Dati, ventisettenne principe del gol nonché capitano del Capezzano, sembra non avere spezzato il filo che lo unisce alla stagione scorsa dove ha vinto la classifica dei cannonieri del girone A della Prima Categoria mettendo a segno ventidue reti che hanno rappresentato anche il suo record.

Un bottino che naturalmente non poteva passare inosservato a società di categorie superiori le quali hanno fatto una corte serrate ad Andrea che però ha dovuto dire di no per motivi di lavoro.

Il “puntero” della squadra del presidente Coli si può infatti allenare solo nel tardo pomeriggio visto che fino alle diciassette è impegnato con il lavoro presso il cantiere Rossi Navi. E nonostante la grande passione per il calcio e magari anche la voglia di arrivare un po’ più in alto non hanno fatto dimenticare ad Andrea che il lavoro è una cosa preziosa e non soltanto in tempi di vacche magre.

In verità la massima serie dei campionati regionali, l’Eccellenza, l’ha toccata anni fa con il Camaiore ma poi proprio gli impegni di lavoro lo hanno costretto a scendere di categoria: prima nel Bozzano in Promozione poi nel Capezzano dove gioca per il quarto anno di fila.

Andrea, sinceramente, quanto ti sarebbe piaciuto tornare a giocare in categorie superiori?

«In estate mi hanno cercato anche squadre di Eccellenza. E non nego che mi sarebbe piaciuto tornare a calcare i palcoscenici di una categoria nella quale ho giocato da ragazzino, con il Camaiore, ma da fuori quota. Ecco mi sarebbe piaciuto misurarmi ora che non avrei dovuto giocare per forza».

Personalmente cosa ne pensi della storia dei fuori quota che riguarda anche la vostra categoria?

«Ci sono giovani che a mio avviso non sono all’altezza di giocare in Eccellenza o magari anche in Prima Categoria , anche se magari hanno disputato un campionato juniores regionale. Ma ci sono anche ragazzi che riescono a capire in fretta come si deve giocare a queste latitudini e devo dire che a Capezzano quest’anno sono arrivati fuori quota che almeno in questo inizio di stagione stanno facendo bene. E naturalmente non lo scopro certo io che avere dei fuori quota bravi è fondamentale se si vuole arrivare lontano».

E il Capezzano dove vuole arrivare?

«La squadra è stata rinforzata ed è solida in tutti i reparti. Dove possiamo arrivare non lo voglio dire, così per scaramanzia».

Intanto due domeniche fa, tanto per mandare un avviso ai naviganti, avete letteralmente asfaltato la super favorita del campionato, il Monsummano. Che cosa è successo?

«Sono scesi in campo con l’aria di chi doveva spaccare il mondo. E invece sono stati messi sotto sia sul piano fisico che su quello del gioco per quasi tutta la gara. Onestamente devo ammettere non mi hanno fatto una grande impressione».

Tra i rinforzi più importanti c’è sicuramente quello di Ceciarini, tuo nuovo partner in attacco.

«È un giocatore di grande spessore tecnico e dal fiuto del gol. Con lui mi trovo bene, un partner veramente ideale».

Dove può arrivare il tandem Dati-Ceciarini?

«Mi auguro in doppia cifra entrambi. E allora vorrebbe dire che il Capezzano può arrivare lontano. E per quanto mi riguarda questa è la cosa più importante».

Tra le novità del Capezzano 2015-2016 c’è anche la coppia Coli-Belluomini a guidare la squadra. Personalmente come vivi il doppio allenatore?

«Belluomini mastica calcio avendo giocato anche tra i professionisti e Coli si sta impegnando molto. Oltretutto tra i due c’è una buona sintonia come ho potuto verificare nell’ultima partita quando sono stato sostituito e mi sono seduto in panchina».

Al lunedì quando torni al lavoro che cosa dicono i colleghi dei tuoi exploit?

«Niente perché a tutti piace parlare della serie A. È normale che ciò accada, in Italia d’altronde ci sentiamo tutti grandi intenditori di calcio».

A proposito per quale squadra fai il tifo?

«Per l’Inter e da un paio di domeniche devo dire che sto un po’ soffrendo».

E il tuo giocatore preferito?

«Sicuramente Roberto Baggio. Come tanti della mia generazione. L’ho sempre seguito con grande ammirazione cercando anche di imitarlo in qualche suo colpo come ad esempio sui calci di punizione: lo scorso anno ho segnato otto volte proprio sui calci da fermo».

Oltre a trascinare la squadra con i gol sei anche il capitano. Quanto pesa questo ruolo?

«La fascia mi è stata assegnata nella passata stagione. Per me non è un peso ma un onore visto che l’ho ereditata da Manfredi, uno che ha scritto pagine importanti nel Capezzano dove ha militato per dieci stagioni».

Chi sono i tuoi avversari più pericolosi nella corsa al vertice della classifica dei cannonieri?

«Direi sicuramente Damiano Biggi anche se spero di duellare fino alla fine con… Ceciarini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web