Gioco
Nuova avventura per mister Bianchi: in Russia a 23 anni
VIAREGGIO. «Quando abiterò là dovrò comprarmi subito un ferro da stiro ed un microonde». A 23 anni, Andrea Bianchi è un giovane uomo pronto a lasciare ancora una volta l’Italia, destinazione Russia,...
VIAREGGIO. «Quando abiterò là dovrò comprarmi subito un ferro da stiro ed un microonde». A 23 anni, Andrea Bianchi è un giovane uomo pronto a lasciare ancora una volta l’Italia, destinazione Russia, per proseguire con passo spedito verso il lungo cammino che lo porterà, si augura, a diventare un allenatore. Il calcio come linguaggio universale, che unisce due Paesi all’apparenza lontanissimi. Andrea partirà domani, 17 settembre, alla volta di Mosca. Giunto nella capitale russa, poco meno di un’ora di autobus per raggiungere quella che sino a fine aprile diventerà la sua nuova residenza: Petrovo Dal’neye. Qui il giovane tecnico viareggino insegnerà i rudimenti del pallone ai bambini della scuola “Mirznaniy”, che tradotto in italiano significa “conoscenza del mondo”. «Allenerò tre gruppi, divisi per fasce d’età – spiega Andrea - i ragazzi al mattino studieranno ed il giorno potranno giocare a calcio». Ma non solo. Riserverà tempo e sforzi pure per la scuola calcio Rublyovka.«Il direttore mi ha chiamato per allenare i bambini ogni martedì e giovedì, oltre alle partite del sabato e della domenica. L’ho conosciuto lo scorso anno e gli è piaciuto il mio metodo di lavoro». Bianchi in Russia non ci è finito per caso. Ha conosciuto e stretto rapporti con Giorgio Eritreo, faceva parte del pool di tecnici che l’estate scorsa curavano il camp estivo per bambini russi a Forte dei Marmi. Un primo stage di due settimane a San Pietroburgo nel 2014, poi un’esperienza più lunga e per questo ancor più significativa per il suo percorso di crescita, a Mosca, da febbraio ad aprile. Troppo forte il richiamo della Russia per potervi rinunciare. Ogni scelta, però, comporta sempre qualche rinuncia. Bianchi ha dovuto separarsi dal Piano di Mommio. «Con la dirigenza sono rimasto in ottimi rapporti – dice - mi sono affezionato a quei ragazzi che io stesso ho “coltivato”. Le loro famiglie hanno capito la mia situazione. Una menzione speciale va a Giorgio Faccio, il mio maestro». Adesso è tempo di guardare avanti. Un’estate passata a schivare i bagordi della movida versiliese, lavorando come cameriere in un ristorante di sera e studiando russo di giorno: «Avrò un esame piuttosto difficile, per questo a settembre sarò affiancato da un’insegnante madrelingua». E le temperature glaciali? «Qui non si avverte umidità, si sta bene anche a -15, -20 gradi sotto lo zero, basta abituarsi». Il prossimo step da raggiungere? «Voglio prenderei la licenza Uefa-B e voglio farlo il prima possibile».
Gabriele Noli
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