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Squadra a due facce Doretti: «Ma l’intesa in campo non manca»

Squadra a due facce Doretti: «Ma l’intesa in campo non manca»

FORTE DEI MARMI. Non è stato proprio il debutto che tutti si auguravano (e si aspettavano) per il Real Forte dei Marmi-Querceta: contro un Atletico Piombino senza grandissime pretese ma con la voglia...

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FORTE DEI MARMI. Non è stato proprio il debutto che tutti si auguravano (e si aspettavano) per il Real Forte dei Marmi-Querceta: contro un Atletico Piombino senza grandissime pretese ma con la voglia indomita di resistere fino al 90', i versiliesi di mister Maurizio Cerasa si sono prima portati avanti di due reti per poi soffrire per gran parte della ripresa lasciandosi lentamente recuperare. Un punto soltanto dunque quello strappato a fine giornata dai nerazzurri che mai come domenica hanno mostrato una doppia faccia: prima un Real brillante, quasi da cineteca (come l'1-0 siglato al volo da Rossi), poi una squadra spenta senza più un’organizzazione precisa in mezzo al campo. A scandire le due fasi? L’uscita dal campo di Gabriele Doretti, vero metronomo del gioco fortemarmino: al suo posto il neo-acquisto Lorenzo Remedi che, probabilmente a causa dei pochi minuti nelle gambe (è arrivato solo a metà della scorsa settimana da Livorno) non ha giocato la sua miglior partita finendo poi per essere addirittura espulso. «Non è stata la mia uscita ad essere determinante - si schernisce Doretti, difendendo la scelta del tecnico Cerasa - il mister conosce bene la squadra e Remedi è un giocatore di grande qualità. Il calcio è anche questo, abbiamo pagato la nostra ingenuità in campo sul 2- 0: ad incidere invece - spiega - è stata secondo me l'espulsione perché essere ridotti in 10 nel momento in cui non stavamo esprimendoci al meglio ha dato al Piombino la possibilità di pareggiare».

L'intesa con Petri, Rossi e Arzelà però lascia ben sperare. «Con loro ho lavorato per tutta la preparazione sugli schemi offensivi - conferma Doretti - e difatti in campo ci trovavamo molto bene nel costruire il gioco. Bisogna partire da questo e migliorarci ancora».

Gabriele Buffoni

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