Gioco
Gori & C. al settimo cielo: «Che gioia vincere i Giochi del Mediterraneo»
VIAREGGIO. «Se insisti e resisti raggiungi e conquisti». Quello di Trilussa (pseudonimo di Carlo Alberto Salustri), poeta che ha narrato mezzo secolo di storia italiana componendo sonetti in...
VIAREGGIO. «Se insisti e resisti raggiungi e conquisti». Quello di Trilussa (pseudonimo di Carlo Alberto Salustri), poeta che ha narrato mezzo secolo di storia italiana componendo sonetti in vernacolo romanesco, più che un famoso aforisma è un inno alla determinazione. Hanno dovuto ingerire tanta sabbia, perché nella fattispecie è indicata più della polvere, prima di poter urlare al mondo intero: “Stavolta abbiamo vinto noi”, i cinque giocatori di Viareggio che con la Nazionale di beach soccer si sono aggiudicati la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo su spiaggia, a Pescara.
È stato un monologo azzurro, dall’inizio alla fine, dall’11-1 alla Tunisia al 5-1 in finale all’Egitto, passando per il 16-6 all’Algeria, il 5-1 al Libano ed il 5-0 al Marocco.
Era l’ultimo treno su cui salire, prima del quale ne erano passati altri tre. Ma le porte si erano chiuse quando ormai l’Italia aveva già messo i piedi sugli scalini. Eppure adesso nessuno vuole più soffrire ripensando a quella finale persa con la Russia ai Giochi Europei, a quei maledetti rigori con Tahiti nella semifinale Mondiale o a quell’autentico suicidio contro l’Ucraina nella fase a gironi della Euroleague.
Per Gabriele Gori diciotto reti in cinque partite, un’enormità. Alcuni facili facili, altri dannatamente difficili e per questo spettacolari. È lui, “Tin-Tin”, l’Mvp (il miglior giocatore). Rotta l’astinenza e con essa l’incantesimo. «Chiaramente non c’è paragone con le altre competizioni – ammette – affermarsi in campo internazionale comunque non è mai semplice. Eravamo stanchi di veder gioire gli altri, troppe volte eravamo arrivati vicini alla vittoria. È stata un’estate intensa e indimenticabile: il ricordo più bello è l’argento ai Giochi Europei, un’emozione che difficilmente si può raccontare».
Con il bianconero del Viareggio addosso aveva conquistato giusto la Coppa Italia, nel 2012. E poi un susseguirsi di finali perse, di occasioni sfiorate e mai colte. Con lui fanno festa Michele Di Palma, Simone Marinai, Matteo Marrucci e Dario Ramacciotti, l’Airone, trascinatore in campo e pure fuori, sventolando sui social un orgoglio per la propria Nazionale che in molti dovrebbero prendere da esempio. Per Gori adesso è tempo di tornare a calcare i campi in erba, con la maglia sì azzurra, ma anche verde del Seravezza.
«Il calcio è una parte di me, mai potrò abbandonarlo - ammette - certo il beach soccer quest’estate mi ha regalato sensazioni uniche e visibilità. In Nazionale si è creato un gruppo un ottimo gruppo. Quando ci siamo salutati, guardandoci negli occhi ci siamo detti che non vedevamo l’ora di ricominciare». Questione di qualche mese.
Gabriele Noli
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