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Versilia

Pagnini, un altro azzurro alla corte del Forte

di Gabriele Buffoni
Pagnini, un altro azzurro alla corte del Forte

Il giovane attaccante ex Follonica rafforza ulteriormente la rosa rossoblù «Sono qui per vincere ancora: mi metterò al servizio di tecnico e squadra»

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FORTE DEI MARMI. Giovane grintoso (classe '89), attaccante di razza e finalizzatore implacabile: tre tratti che insieme delineano alla perfezione la figura di Marco Pagnini. È lui infatti, come già ci si aspettava da diversi mesi, il colpo di mercato messo a segno dal Forte dei Marmi campione d'Italia: insieme al neo-mister Gigio Bresciani al Caffè Mazzini 85 di Vittoria Apuana è stato presentato anche lui ai tanti tifosi che hanno preso parte all'evento. Dopo l'innesto difensivo di Davide Motaran lo scorso anno dunque il Forte torna a rafforzare il proprio attacco con un altro capitano (Pagnini ha infatti portato la fascia a Follonica per ben 5 stagioni) anche per sopperire all'addio di Alessandro Verona trasferitosi al Lodi: e proprio alla squadra lombarda la dirigenza rossoblù è riuscita a strappare in extremis il goleador grossetano che a Forte aveva iniziato la sua carriera in serie A1 nel 2009.

Pagnini, ritorna in rossoblù dopo una lunga esperienza a Follonica: cosa si porta dietro?

«Tutta l'esperienza che ho guadagnato in cinque stagioni passate vestendo i panni di capitano e trascinatore della squadra: ora ovviamente cambia tutto, dovrò giocare per vincere e non solo per centrare i playoff. Sicuramente è un bagaglio di esperienza ben maggiore rispetto alla mia prima esperienza qui a Forte: allora eravamo tutti ragazzi giovani e fummo un po' una sorpresa per il campionato. Peccato solo che poi Raoul Pelicàno si infortunò e terminammo il campionato ai playout».

Come immagina sarà per lei integrarsi in un gruppo già collaudato di campioni?

«Non sarà facile, questo è certo. Ma sono convinto di avere qualità che possono essere utili alla squadra, nonostante le dinamiche di gioco siano già ben definite: fin dal primo allenamento mi sforzerò di capire il modo in cui potrò essere più utile al gruppo cercando anche di adeguarmi alle richieste del mister. Nella mia carriera ho svolto diversi ruoli in pista, per cui sarà l'allenatore a decidere sapendo che io sarò a sua completa disposizione».

Cosa si aspetta dunque da Bresciani allenatore?

«Gigio non è secondo a nessuno in quanto ad esperienza: ha giocato in competizioni nazionali e internazionali di altissimo livello e ha un'idea di hockey ben precisa che di certo ci trasmetterà. Io poi l'ho conosciuto come compagno di squadra un anno a Follonica e l'ho potuto apprezzare anche come persona fuori dalla pista».

Lei prende il posto di Ale Verona, suo compagno in Nazionale: ne avete parlato?

«Con Ale ho parlato quando ancora entrambi eravamo nelle mire del Lodi, ma solo qualche chiacchiera informale. In Nazionale tra noi toscani ormai è nata una sorta di amicizia per cui per me è ben più di un semplice compagno di squadra: mi sarebbe piaciuto giocarci insieme il prossimo anno, mi dovrò accontentare di averlo come avversario».

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