Il Tirreno

Versilia

Forte e Cgc Viareggio, è una notte senza appello

di Gabriele Buffoni
Forte e Cgc Viareggio, è una notte senza appello

Alle 20,45 al via gara cinque: in palio molto più di uno scudetto

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di Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI

Stasera al palasport di Forte dei Marmi si scrive la storia: alle 20.45 avrà infatti il via la gara 5 della serie A1 di hockey su pista che attribuirà il titolo di campioni d'Italia 2015. Ancora una volta, per l'ultima volta, Forte dei Marmi e Cgc Viareggio si affronteranno a viso aperto combattendo fino al 50' (e, se necessario, anche oltre) per dar vita allo spettacolo unico di un derby scudetto che si protrae ormai da due settimane e che per tutto questo tempo ha emozionato, entusiasmato e rapito i cuori degli appassionati non solo della Versilia (che comunque vada avrà vinto la propria sfida consacrandosi senza più alcun dubbio capitale di questo sport) ma di tutta Italia.

Forte- Cgc è diventato ora più che mai il derby italiano, la sfida infinita tra due acerrime rivali che con passati diversi si sono sempre scontrate incendiando le piste con l'agonismo messo in pista dai rispettivi atleti. Nessuna sorpresa dunque se questa sera la storia dell'hockey su pista siederà insieme al pubblico sugli spalti del PalaForte in attesa di scoprire chi tra bianconeri e rossoblù apporrà la propria firma su una pagina senza dubbio unica nel suo genere: che un derby decidesse il titolo infatti non accadeva più dal 1992, quando a scontrarsi furono Seregno e Roller Monza.

Al di là del campanilismo perciò, che di certo renderà impossibile da dimenticare a chi perderà la sconfitta di stasera (solo l'immaginazione infatti può permetterci di ipotizzare quanto si accenderanno gli sfottò tra le tifoserie rivali nel prossimo futuro), quella che prenderà vita al PalaForte sarà la madre di tutte le finali scudetto, la "bella fra le belle", il culmine di uno scontro senza fine che dopo questa notte subirà una svolta epocale che lo condizionerà certamente anche negli anni a venire.

L'orgoglio del Forte. È finito il tempo dei rinvii e delle scuse, non è più il momento di confidare in una seconda occasione: o la va o la spacca. Il Forte dei Marmi questa sera si gioca tutto di fronte al proprio pubblico. In primo luogo lo scudetto, il secondo consecutivo, quello che permetterebbe ai rossoblù di superare proprio i rivali viareggini nell'albo d'oro dell'hockey; ma soprattutto, lo scudetto rappresenta per questo Forte l'ultimo titolo rimasto da conquistare al termine di una stagione che altrimenti verrà ricordata come un fallimento tanto roboante quanto grande è la qualità dei campioni di cui si può fregiare la squadra rossoblù. Dopo un inizio di stagione da record infatti si sono avvicendate le delusioni della Coppa Italia (eliminazione in semifinale proprio ad opera del Cgc) e della mancata Final Four di Eurolega (eliminazione ai quarti di finale contro il Breganze) che hanno portato anche al dibattuto esonero di Roberto Crudeli e all'arrivo di Jorge Valverde. E il tecnico spagnolo si è ritrovato a rimettere in piedi una squadra con un solo obiettivo: salvare in corner i campioni d'Italia in carica conquistando il tricolore. Per cui il Forte si gioca stasera anche qualcosa in più del solo scudetto: in palio c'è lo stesso orgoglio rossoblù. Un orgoglio che i fortemarmini tutti vogliono vedere difeso e che a questo punto può essere salvato solo da una cosa: il cuore. Lo stesso che un anno fa ha caricato Pedro Gil (indiscusso paladino della squadra: su di lui si ripongono le speranze degli ultras) e compagni del coraggio necessario per schiacciare il Valdagno e conquistare il primo scudetto. Quello stesso cuore che può rendere il Forte veramente inarrestabile.

Il sogno del Cgc. Al polo opposto dei rivali fortemarmini è partito invece il Cgc Viareggio: la squadra bianconera, costituita per buona misura da atleti che lo scorso anno hanno militato (e perso fino alla retrocessione) nell’Spv Viareggio, ha iniziato questa stagione con l'unico grande vanto di avere un gruppo sicuramente più solido e unito di tanti altri. Una squadra che trasuda Viareggio da ogni poro, in cui l'unico giocatore di origini non viareggine è l'argentino Fernando Montigel (ormai però naturalizzato sotto l'insegna del Burlamacco), e che ha fatto di questo il suo punto di forza preponderante: egregio, e apprezzato da tutti in Italia e non solo, il lavoro svolto da Alessandro Bertolucci che alla sua prima esperienza da allenatore si è dimostrato una specie di Michelangelo dell'hockey ricavando dalla pietra grezza che era la rosa bianconera a inizio stagione un'opera d'arte in cui le colonne portanti Barozzi, Mirko Bertolucci, Palagi e Montigel hanno saputo valorizzare i vari Muglia e D'Anna che di certo, anche solo per la giovane età, mancavano di esperienza.

Sbaglia però chi dice che a questo punto il Cgc, qualunque sarà il risultato di stasera, avrà vinto la sua stagione: se infatti nessuno avrebbe scommesso a inizio stagione su un Centro capace di battere 5 volte su 7 i campionissimi del Forte e di trascinare i rossoblù fino a gara 5, di certo farsi battere stasera sarebbe comunque una delusione. Il fallimento di un sogno, questo sì, ma di certo non un successo: chi non lo ritiene tale, forse è il primo a sminuire (e ad offendere quindi) il miracolo di Ale Bertolucci. Perché il Viareggio che si presenterà stasera sulla pista del PalaForte è una squadra che non ha niente di meno rispetto all'avversario, una squadra che ha dimostrato di avere cuore e animo a sufficienza per battere chiunque. È un gruppo fatto per vincere una realtà chiamata scudetto e sventolare nuovamente il tricolore dopo 4 anni; non per accontentarsi di un sogno che, se non realizzato, rimarrebbe solo un rimpianto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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