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Orlandi: «Per vincere ci siamo ispirati... al Cgc»

Orlandi: «Per vincere ci siamo ispirati... al Cgc»

Il difensore elogia la sua ex squadra: «Campionato fantastico: un pezzo dello scudetto è anche loro»

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FORTE DEI MARMI. A 42 anni c'è un giocatore che in pista può ancora dire molto: l'hockeista più scudettato di tutta Italia. Alberto Orlandi anche quest'anno si è dimostrato un vero e proprio fenomeno, dando spettacolo con i suoi gol ma soprattutto (proprio come accaduto in queste finali) sacrificandosi per far vincere il gruppo.

Orlandi, in gara 5 si è visto un Forte ancora diverso dalle precedenti partite: la versione migliore?

«Sicuramente sì, ma questo è successo anche per i meriti del Cgc: per la quinta volta infatti abbiamo difeso in maniera diversa perché, partendo da gara 1, dopo ogni nostra vittoria Alessandro Bertolucci riusciva a trovare per la partita successiva il modo per scardinarci. Martedì invece abbiamo provato una difesa molto bassa, in “stile Cgc", ed ha funzionato».

Avete copiato quindi?

«No, copiato no. Però studiando i nostri avversari abbiamo pensato di adattarci: ci siamo detti che non era necessario fare sempre noi la partita, anche perché noi spingiamo sempre tanto esponendoci ai contropiede. Quindi abbiamo provveduto a lasciare loro meno spazio possibile lavorando sodo nei due giorni che ci hanno portato alla finalissima: e credo che il 7-2 finale sia ampiamente meritato».

Ancora una volta l'abbiamo vista arretrato: si è ritrovato in questo ruolo?

«Finché si vincono i campionati, m'incarico volentieri del "lavoro sporco". Questa squadra aveva bisogno di un difensore puro: l'unico qui è Motaran, e quindi vista la mia esperienza ho più che volentieri dato una mano alla squadra come mi ha chiesto il mister. Ripeto, se si vince non me ne pento».

Valverde ha dichiarato che la chiave di questo scudetto è stata il dialogo: era questo a mancare con Crudeli?

«In uno sport di squadra purtroppo quando il gioco espresso non è più ai livelli dei mesi precedenti chi ci rimette è l'allenatore. Jordi è una persona fantastica, ha portato in questa squadra la semplicità e la serenità di cui c'era bisogno: appena arrivato ha parlato con ciascuno di noi, di persona oppure al telefono, chiarendo subito che per lui bastava giocare come sapevamo. Non si è mai considerato un genio o uno stratega, ma è arrivato in un momento difficilissimo e a lui vanno i miei complimenti anche solo per aver accettato una sfida del genere».

Un commento sulla tua ex squadra: la sua stagione l'ha vinta anche il Cgc?

«Non è retorica: il Centro ha fatto un campionato strepitoso. Non sono io a doverlo dire, i risultati parlano da soli. Virtualmente un pezzo di scudetto è anche loro, insieme al mio in bocca al lupo per ripetere un'annata come questa».

Alcuni tifosi bianconeri però non hanno digerito i tuoi complimenti al pubblico fortemarmino che ha definito il numero uno d’Italia.

«È stata un'uscita dettata dall'istinto davanti alle telecamere, non c'era nessuna polemica nelle mie parole. Tra l'altro nel weekend tiferò Viareggio, giocando i miei figli le finali Under 13 a Bassano».

Gabriele Buffoni

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