Il dolore
«Che spavento mi sono preso»
Si è concluso (fortunatamente) con qualche lieve bruciatura cutanea e un gran brutto spavento il martedì sera di Mattia Verona, secondo portiere del Forte dei Marmi rimasto coinvolto insieme al...
Si è concluso (fortunatamente) con qualche lieve bruciatura cutanea e un gran brutto spavento il martedì sera di Mattia Verona, secondo portiere del Forte dei Marmi rimasto coinvolto insieme al portiere titolare Federico Stagi nella pioggia di vetri causata dalla bottiglia lanciata da ignoti contro lo spogliatoio rossoblù a fine partita. Una esperienza che il giovane vice di Stagi non aveva mai vissuto e che ovviamente spera di non vivere mai più nella sua carriera sportiva. «Alla fine non è successo nulla e tutto è andato per il meglio - racconta ormai sereno il giovane Mattia (ha solo 18 anni) - inizialmente ho avuto una gran paura perché nessuno di noi se lo sarebbe aspettato, non dopo tutto quello che era successo in settimana per protestare contro il divieto di trasferta: un secondo prima ero seduto a parlare con Stagi, poi un istante dopo il botto mi sono voltato di scatto e ho sentito l'occhio bruciarmi. Ho temuto per diversi minuti di avere una scheggia di vetro conficcata dentro, per cui mi sono subito allontanato per farmi vedere da qualcuno. Solo dopo ho capito che a bruciarmi non era il vetro ma quella sostanza oleosa, non so se olio esausto o nafta. Mi ha lasciato anche delle macchiette sulla pelle, ma sinceramente va bene così. Poteva finire moto peggio».
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