Toscana
Mariotti: «Cgc costante e concreto ma sarà dura»
Le previsioni dell’ex mister del Centro: «Il Forte? Pieno di campioni e costruito per vincere»
VIAREGGIO. Con lui ci eravamo sentiti in occasione dell'ultimo derby in campionato, e già allora ipotizzò una finale scudetto tutta versiliese. Massimo Mariotti d’altronde la Versilia la conosce bene: per anni il tecnico della Nazionale è stato allenatore del Cgc (intascando scudetto e Coppa Italia nel 2011 e la Supercoppa nel 2013) e proprio a lui il Forte aveva pensato dopo l'addio alla panchina di Roberto Crudeli.
Mister Mariotti, alla fine è derby scudetto: ha un pronostico per questa finale?
«Fare una previsione su un match del genere è impossibile. Nessuno a inizio stagione avrebbe scommesso che il Cgc arrivasse a giocarsi il titolo contro il Forte, invece poi ha vinto tutti e tre i derby disputati finora. Ormai tutti conoscono il valore del Viareggio e non è più una sorpresa, ma è pur vero che il Centro dovrebbe vincere altre tre partite contro un Forte pieno di campioni e costruito per vincere tutto».
La semifinale tra Cgc e Breganze però ha lasciato comunque stupiti i più: qual'è secondo lei il segreto del Centro?
«È una squadra costante e concreta, e durante la stagione i risultati positivi che otteneva hanno contribuito a far crescere tutto il gruppo nella consapevolezza dei propri mezzi; infine non dimentichiamoci che hanno la miglior difesa del campionato. Non si arriva in finale se non lo si merita. Però sulla semifinale bisogna chiarire il contesto: il Breganze veniva da una brutta delusione nella Final Four di Eurolega davanti al proprio pubblico, per cui oltre alla stanchezza aveva il morale a pezzi. E i veneti sono riusciti comunque a tener testa ai bianconeri».
In molti hanno apprezzato la stagione dei più giovani del Cgc e alcuni, riesumando vecchie polemiche, si chiedono come mai durante la sua direzione della squadra gli stessi giovani trovassero meno spazio.
«Mettiamo i puntini sulle i: io a Viareggio ero stato chiamato per vincere e avevo a disposizione un roster di altissimo livello con Motaran, Orlandi, i due Bertolucci, Palagi, Farran, poi mio fratello Enrico e Garcia. Se avessi dato spazio a giocatori di 19-20 anni che ancora dovevano pienamente maturare sarebbe stato un gesto avventato e discutibile. Ale Bertolucci ha fatto un ottimo lavoro con tutti loro, ma li ha fatti giocare perché aveva loro e basta: se avesse avuto i nomi che ho citato sopra, avrebbero fatto panchina anche con lui».
Sarà presente alle finali?
«Purtroppo no, dal 14 sarò in ritiro con la Nazionale per i Mondiali. Spero solo che questo scudetto arrivi alla terza partita, così potrò avere il gruppo azzurro al completo quanto prima».
(g.b.)
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